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Afghanistan, Simona Vasta (Sky): “Molta paura sul volo, non sapevamo dell’attacco”

La giornalista di SkyTg24 racconta alla Dire gli attimi di paura vissuti sul C130J dell'Aeronautica Militare, oggetto di raffiche di mitra alla partenza da Kabul
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ROMA – “Nel momento in cui ci sono state le manovre elusive di questi colpi noi non sapevamo che fossimo stati attaccati”. Lo racconta all’agenzia Dire, Simona Vasta, giornalista di Sky, tra le persone a bordo del C-130 decollato dall’Hamid Karzai Airport di Kabul con altri giornalisti e 98 civili e che sarebbe stato oggetto di raffiche di mitra.

Raggiunta telefonicamente una volta arrivata allo scalo romano di Fiumicino, Vasta spiega: “Abbiamo avuto paura perché a queste manovre sono seguiti potenti vuoti d’aria che ci hanno sollevato dal pavimento, un pavimento pieno perché stipato il più possibile pur essendo tutti noi in totale sicurezza”.

La collega di Sky aggiunge che “sul momento ci sono stati attimi di panico, molte urla soprattutto da parte dei civili afghani. Dopo queste virate ho rivolto lo sguardo verso uno dei componenti dell’equipaggio e ho visto che anche lui era preoccupato”.

Vasta precisa di essere “stata in ansia perché credevo si trattasse di qualcosa di grave che riguardava l’aereo, non ho pensato a qualcosa proveniente dall’esterno, perché questo non potevo saperlo”. Attimi di forte preoccupazione, dunque, terminati “una volta atterrati ad Islamabad, per lo scalo tecnico, dove- prosegue- ci è stato detto che c’erano stati questi colpi. Poi la stessa comandante è venuta a parlare con noi e ci ha spiegato cosa fosse accaduto, ossia che c’erano stati colpi, che in gergo loro chiamano ‘smart arms’, e che eravamo decollati da circa 10 minuti, già a 4.000 piedi di quota dal terreno e che c’erano stati tali colpi che però non ci avevano presi. Ci ha poi detto di aver svolto le manovre elusive e noi abbiamo continuato il nostro volo militare da Kabul per un rifornimento”.

All’intelligence che parla di ‘spari contro la folla che pressava il gate’, Vasta replica che “noi eravamo in volo ed eravamo partiti da molto tempo da Kabul, però di questo sinceramente non posso fare alcuna interpretazione perché non conosco altro rispetto a quello che ho vissuto. Tra l’altro è lo stesso che mi è stato detto proprio dai piloti e dalla pilota. Loro ci hanno spiegato che c’erano stati questi colpi e che noi, ma non sono sicura del termine, eravamo stati ‘ingaggiati’. La stessa pilota mi ha inoltre raccontato che una cosa simile non le accadeva dal 2012″.

Vasta afferma inoltre che “il nostro lavoro è quello di raccontare ma ora in Afghanistan la sicurezza è degenerata, soprattutto per il duplice attentato che mette in grande difficoltà chi è lì sul campo, quindi i carabinieri e i militari che stanno facendo un lavoro egregio”.

Simona Vasta rivolge poi un pensiero alle “file infinite di persone ammassate che desiderano un’unica cosa: essere messe in salvo nei Paesi per i quali hanno lavorato. O comunque si tratta di persone fragili che hanno il terrore di subire ritorsioni da parte dei talebani, semplicemente perché appartenenti ad una Ong o perché praticano alcuni sport”.

La giornalista di Sky è stata testimone diretta di una evacuazione, quella che lei stessa definisce “una resa, anche nei confronti delle tante persone che abbiamo lasciato indietro, che non siamo riusciti a prendere e che sono morte in quei terribili attentati”, conclude.

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