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Congo, proteste contro i peacekeeper dell’Onu: almeno cinque vittime

Nella città di Goma i manifestanti chiedono il ritiro della missione, ritenuta inefficace

26-07-2022 17:11
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ROMA – E’ di almeno cinque morti e 50 feriti il bilancio dei disordini avvenuti durante proteste contro la Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo (Monusco) che si sono svolte a Goma, capoluogo della provincia orientale del Nord Kivu. A riferirlo su Twitter è stato il portavoce del governo di Kinshasa Patrick Muyaya.

LA RICOSTRUZIONE DELL’EMITTENTE RADIO OKAPI

Stando a quanto riferisce l’emittente locale Radio Okapi, fondata proprio da Monusco, i dimostranti hanno assaltato diverse sedi della missione, oltre ad aver bloccato strade con delle barricate. Corrispondenti di media internazionali, rilanciati dall’emittente Al Jazeera, hanno riferito di colpi di proiettile esplosi dai caschi blu all’indirizzo dei manifestanti. Uno dei dimostranti, secondo una ricostruzioni, potrebbe essere stato ucciso da un militare dell’Onu. Scontri sono avvenuti anche a Butembo, sempre nel Nord Kivu.

Nel suo messaggio sui social il dirigente dell’esecutivo guidato dal presidente Félix Tshisekedi ha annunciato un “briefing speciale” insieme al vice-rappresentante speciale per la Protezione e le operazioni della missione Onu, Khassim Diagne, per dare conto dei “costi umani e materiali” delle violenze. Nel corso della comunicazione, ha aggiunto Muyaya, verrà “fatto anche il punto sul processo di ritiro di Monusco, che è già iniziato”.

IL NODO DEL RITIRO DELLA MISSIONE MONUSCO

La principale richiesta dei dimostranti, che ha iniziato a scendere in strada lunedì, è appunto il ritiro di Monusco, accusata di non essere in grado di mettere un freno alle violenze delle milizie nell’est del Paese. I principali organizzatori delle proteste sono l’ala giovanile del partito di governo, l’Union pour la Démocratie et le Progrès Social (Udps). La Monusco dispone di quasi 15mila militari.

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2022-07-26T17:11:20+02:00