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Chiesa gremita per i funerali di Luca Serianni, la nipote: “Maestro di vita, rimarrà per sempre”

Il noto linguista è morto giovedì scorso a 74 anni dopo essere stato investito da un'auto mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali

Pubblicato:26-07-2022 11:28
Ultimo aggiornamento:26-07-2022 16:28

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ROMA – Un lungo applauso ha accompagnato il feretro di Luca Serianni all’uscita della chiesa di Santa Maria Regina Pacis, a Ostia, dove oggi si sono svolti i funerali del noto linguista morto giovedì scorso a 74 anni, dopo essere stato investito da un’auto mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. Presenti centinaia di persone, tra ex allievi ed allieve, colleghi, amici e autorità, che hanno voluto dare l’ultimo saluto al celebre linguista. Il feretro di Serianni sarà tumulato nella tomba di famiglia ad Ascoli Piceno.

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“La domenica sera il professor Luca veniva ad ascoltare la messa e si sedeva sempre allo stesso posto. È stato un uomo amante della parola e di ascolto della parola di Dio”. Così don Dario Gervasi, vescovo ausiliare della diocesi di Roma per il settore Sud, durante l’omelia tenuta oggi in occasione dei funerali di Luca Serianni.

“È stato un uomo di grande cultura e di grande fede- ha proseguito Don Gervasi- e credo che, come Dante, anche lui fosse appassionato del mistero di Dio”. In un momento “tragico” come la sua scomparsa, secondo il vescovo rimane però una “luce che ci orienta”, quella della “sua umiltà e semplicità”. Perché Serianni aveva uno “spirito francescano e la capacità di non essere geloso della sua cultura: quello che lui aveva- ha sottolineato ancora don Gervasi- lo metteva a disposizione di tutti nei tanti incontri non solo accademici, ma anche nelle parrocchie e nelle associazioni. Si spendeva tanto”. Per questo tutta l’Italia “si stringe attorno al professor Luca e a lui va tutto il nostro ringraziamento per l’opera che ha fatto per la storia della lingua e della letteratura italiana, ma più in generale per la cultura del nostro Paese”, ha concluso il vescovo.

LA NIPOTE: “MAESTRO DI VITA PER TUTTI, RIMARRÀ PER SEMPRE

“È stato un maestro di vita per tutti, rimarrà per sempre”. Così Elena Serianni, nipote del linguista, parlando oggi con i giornalisti al termine del rito funebre di suo zio.

Quello che ho visto è stato un affetto sincero da parte di tutti- ha proseguito Elena Serianni- da parte dei suoi allievi, ma anche di chi non lo ha avuto direttamente come insegnante”.

FALCONI (MUNICIPIO X): “DEDICHEREMO A SERIANNI LA VIA VICINO AL POLO UNIVERSITARIO

“Dedicheremo sicuramente un’area a Luca Serianni. I consiglieri stanno già discutendo su come onorare questo grande uomo, lo approfondiremo domani. A me piacerebbe molto dedicargli una via vicino al nostro Polo Universitario, che possa essere anche un augurio di crescita”. Così Mario Falconi, presidente del Municipio X di Roma, intervistato dalla Dire in occasione dei funerali del linguista.

“Sono venuto qui con orgoglio, alle esequie di questo grande uomo- ha proseguito Falconi- perché il professor Serianni era un nostro concittadino. Oltre ad aver tramandato i suoi insegnamenti ai tanti allievi che lo hanno seguito, lui ci ha insegnato anche ad essere più disponibili e ad aiutare gli altri. Spero che il suo monito rimanga e che sia tramandato alle future generazioni, perché avremmo una società migliore. Credo che lui vorrebbe questo, che noi tutti ci occupassimo un po’ di più di chi ha bisogno e di aiutare i giovani a crescere”.

TRIFONE (TOR VERGATA): “UN SECONDO PADRE PER TUTTI

Oggi abbiamo celebrato un grande professore, un grande maestro e un grande uomo”. Così il professor Pietro Trifone, ordinario di Linguistica italiana all’Università Tor Vergata di Roma, ricorda con la Dire il suo amico Luca Serianni, al termine del rito funebre.

“Solo qualche giorno fa gli ho detto ‘Ciao Luca, ci vediamo al mare’- ha raccontato Trifone- e credo che questo dica molto sulla profondità del mio dolore in questo momento. Sentiremo molto la mancanza di un grande maestro, che ha formato decine di altri docenti e che soprattutto è stato un secondo padre per tutti, perché ha saputo dare consigli e orientare alcune persone che magari avevano incertezze sulla direzione da intraprendere“. E tutto questo, secondo Trifone, spiega la “grande folla che oggi ha seguito la cerimonia”, ha concluso.

 IL RICORDO DELLA LINGUISTA PIZZOLI (UNINT): “GLI ALLIEVI DI LUCA ACCOMUNATI DALLA STESSA IMPRONTA

“Facendo il suo nome si aprivano porte speciali. Subito l’interlocutore reagiva prontamente: l’attenzione massima, il cuore aperto, la disponibilità piena. La sensazione era quella di riconoscere una persona di famiglia, con la quale non serviva attivare il contatto, perché di fatto esisteva già“. Così Lucilla Pizzoli, docente di Linguistica italiana presso l’Università per gli studi internazionali di Roma (Unint), che in rappresentanza di tutti gli allievi e le allieve di Luca Serianni oggi è intervenuta al rito funebre.

“Siamo tutte persone diversissime tra noi- ha proseguito- per storia, per età, per carattere, per interessi, per professione, per stile di vita: eppure siamo accomunati dalla stessa impronta, come se aver incrociato Luca nella nostra strada ci avesse dato una stessa direzione”. Pizzoli ha ricordato poi “il rigore, la compostezza e la passione per lo studio” di Serianni: “Di questi aspetti, davvero tutti noi- ha sottolineato- abbiamo cercato di raccoglierne quanti più possibile, sperando di poterli poi riportare nella nostra vita. Un terreno comune, quindi, sul quale camminare poi con le nostre gambe. E a questo modello, poi, alcuni di noi, una volta diventati genitori, hanno mirato per il bene dei figli”. Perché il “bello” del suo fare scuola, è stato quello di “lasciarci crescere autonomamente, con la sicurezza di avere alle spalle un indirizzo solido, ma poi con la libertà di piegare quegli insegnamenti verso tragitti perdonali. Luca ci ha accompagnato in modo discreto ma vigile nelle nostre esplorazioni, di studio e di vita”.

E ancora, Pizzoli si è voluta soffermare sul “senso di fratellanza” che accomuna tutti gli studenti di Serianni: “Essere allievi di Luca- ha sottolineato- significa capirsi al volo, ritrovare quelle costanti e sforzarsi di incarnarle, potendo contare sul sostegno di chi ha condiviso lo stesso percorso. Ma allo stesso tempo, essere suoi allievi non è solo vivere in un insieme solidale: vuol dire anche avere avuto un rapporto esclusivo con lui. Perché la sua incredibile capacità di ascolto faceva sì che ci si sentisse speciali: per ognuno di noi esiste un Luca privato, fatto di ricordi, di consigli, di aneddoti, di pensieri. Da condividere con gli altri ma anche da tenere per sé”. Allora, in nome di questa “grandissima famiglia”, che è la stessa che “si sta stringendo insieme in questi giorni terribili”, Pizzoli ha infine voluto formulare un augurio: “Che possiamo tutti tenere traccia del suo grandissimo magistero, ma anche continuare a tenere strette le maglie di questa rete fortissima, che è tra i tanti regali che ci ha lasciato”, ha concluso. 

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