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Guatemala, il capo dell’anticorruzione fugge all’estero: “Temo per la mia vita”

juan francisco sandoval
Juan Francisco Sandoval stava indagando, tra le altre cose, su "denaro sporco" per il finanziamento della campagna elettorale per l'attuale presidente, Alejandro Giammattei
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ROMA – In Guatemala, Juan Francisco Sandoval, il giudice a capo del Tribunale speciale contro l’impunità (Fiscalía Especial Contra la Impunidad, Feci), è stato costretto a lasciare il Paese “per salvare la sua vita e la sua integrità”.

Il magistrato era stato licenziato venerdì scorso dal procuratore generale e per questo, come ha confermato il suo entourage alla stampa internazionale, alle prime luci di sabato ha lasciato il Guatemala, attraversando la frontiera con El Salvador. Una decisione che ha generato proteste popolari nel fine settimana per denunciare la persecuzione a danno del giudice, ritenuto tra le personalità in prima linea per la legalità nel Paese latinoamericano.

In una intervista in esclusiva a Radio France internationale (Rfi), che ha raggiunto il magistrato telefonicamente in una località sconosciuta, Sandoval ha spiegato che all’origine del suo licenziamento ci sono gli ultimi sviluppi di un’inchiesta che collegherebbe “denaro sporco” al finanziamento della campagna elettorale per l’attuale presidente, Alejandro Giammattei.

Da qui, la decisione di estromettere il magistrato capo della Commissione, che si è detto pessimista sul futuro della Fiscalía Especial: “Dato che, d’ora in avanti, il controllo della Commissione speciale sull’anticorruzione è in mano al procuratore generale, è prevedibile che le indagini in corso saranno interrotte” ha detto Sandoval.

“Cercheranno anche di criminalizzare tutti i magistrati e i funzionari che erano incaricati di questi dossier”. Sandoval ha citato poi l’inchiesta sull’attuale capo dello Stato: “Abbiamo messo le mani, nella città di Antigua de Guatemala, su una somma di 123 milioni di quetzal in contanti, ovvero 13,5 milioni di euro. Durante le indagini, un testimone ci ha detto che parte di questo denaro potrebbe essere collegato al finanziamento della campagna per il partito presidenziale. Riteniamo che il presidente della Repubblica sia stato informato di questi sviluppi”.

Secondo il giudice, da quel momento in poi – correva l’anno 2018 – “sono iniziati gli atti vessatori nei nostri confronti”. Stando al magistrato, la Procura generale – sotto cui opera la Fiscalía Especial – ha chiesto di non indagare direttamente sul presidente della Repubblica, un’indicazione che per Sandoval “mina gravemente l’indipendenza” dell’organo giudiziario.

La Fiscalía Especial è un organismo di sostegno all’azione della magistratura del Guatemala per la lotta alla corruzione e all’impunità, questioni entrambe annose nel Paese. Il Tribunale speciale è stato istituito in virtù dell’Accordo per la creazione della Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala (Cicig) firmato dal segretario generale delle Nazioni Unite e del governo del Guatemala nel 2006. L’anno precedente, erano stati portati alla luce documenti che dimostravano le responsabilità delle forze di sicurezza nelle violenze e nei casi di tortura commessi durante la guerra civile, terminata nel 1996.

La Cicig ha spesso indagato sull’operato dei presidenti, e proprio uno scandalo per corruzione ha costretto l’ex presidente Otto Perez a dimettersi nel 2015, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali a cui Perez si era ricandidato. La Cicig poi è stata sciolta nel 2019 dal presidente Jimmy Morales, a sua volta accusato dalla Cicig e dalla Fiscalía Especial di aver ottenuto finanziamenti illeciti nell’ambito della campagna elettorale.

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