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Come abbronzarsi in sicurezza? Ecco i consigli dell’esperta

In vista delle vacanze la dermatologa Manuela Carrera spiega come comportarsi per abbronzarsi ed evitare problemi alla pelle
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ROMA – Il sole fa bene alla pelle e migliora indiscutibilmente il nostro aspetto che risulta a prima vista più sano. Ma a volte se ci si espone male e senza la protezione adeguata i danni alla cute possono essere notevoli: dall’insorgenza dei tumori della pelle ad antipatiche macchie scure che deturpano il viso, il collo e il corpo. Per rispolverare le regole base prima di partire per le vacanze l’agenzia di stampa Dire ha interpellato la dottoressa Manuela Carrera, dermatologa presso l’Ospedale Israelitico di Roma per fare il punto su questo argomento.


-Tra i danni causati dal sole c’è l’attivazione del processo d’invecchiamento della pelle di corpo e viso. Cosa fare per evitarlo? Come scegliere la protezione giusta?


“Il sole è responsabile del fotoinvecchiamento perché la nostra pelle non invecchia solo fisiologicamente per il trascorrere del tempo ma anche in proporzione alla nostra esposizione solare, cioè per quanto e per come ci siamo esposti. Le persone che si sono esposte molto al sole non solo per motivi ludici ma anche lavorativi hanno una pelle molto invecchiata, rugosa, macchiata e con maggiore lassità perché il sole distrugge in modo precoce la nostra ‘impalcatura’ e così è più facile che la pelle ceda. È bene proteggersi in base al fototipo. Coloro che hanno una pelle chiara devono avere più accortezze ed esporsi poco ed ad orari particolari simili a quelli dei bebè. Per il viso è corretto scegliere una protezione alta. Le protezioni si dividono in: basse (6 e 10), medie (tra 15 e 25) e alte (dalla 30 alla 50+). Per il viso consiglio di scegliere una protezione alta. Ricordiamoci di applicarla 30 minuti prima dell’esposizione e in modo sufficiente. Infatti, se ne mettiamo poca non raggiungiamo il giusto fattore di protezione. Per un soggetto adulto di corporatura media è utile usare un quantitativo di crema pari a 6 cucchiaini da tè per l’intero corpo per avere una protezione adeguata. Alcuni studi hanno dimostrato che la maggior parte delle persone non applica il corretto quantitativo di crema. La protezione va rinnovata durante il giorno, anche la 50+ e anche dopo il bagno. Anche le creme Resistenti all’acqua, dopo 2 bagni di 20 minuti l’uno, perdono il loro potere protettivo perché sulla pelle rimane circa la metà della protezione”.


-Le donne che assumono gli ormoni devono evitare l’esposizione per scongiurare antipatiche macchie o possono prendere il sole a certe condizioni?


Le donne che assumono ormoni e le donne in gravidanza rischiano di sviluppare quello che si chiama melasma, che corrisponde a delle iperpigmentazioni o macchie scure altamente antiestetiche che compaiono sul viso, in particolar modo sulla fronte, sopra le labbra, sulle guance e sul mento. In questo caso la raccomandazione è di esporre il viso il meno possibile anche perché lo schermo totale non esiste. Questa dicitura è stata abolita anche perché dal punto di vista chimico-fisico non esiste una protezione solare totale. I raggi ultravioletti, gli infrarossi e la luce visibile passano ugualmente, tanto è vero che recenti studi hanno dimostrato che anche questi interagiscono con la nostra pelle e possono creare danni. Ricordiamo poi di mettere la protezione anche sotto l’ombrellone, usare la 50+ o la 100 per qualsiasi tipo di pelle. Sotto terapia ormonale anche una pelle scura si macchia, anzi le macchie che possono insorgere sono ancora più scure rispetto a quelle che si originano in una pelle dall’incarnato più chiaro”.


-La cute del viso durante questo anno e mezzo di pandemia è stata messa a dura prova dall’uso delle mascherine. Presidi indispensabili nella lotta al Covid, che hanno peggiorato o dato vita a nuovi disturbi. Queste pelli, maggiormente sensibilizzate, al mare o in città devono essere trattate con accorgimenti extra? Se sì, quali?


“Direi che bisogna mettere in atto qualche accorgimento in più. Le mascherine hanno peggiorato alcuni quadri clinici, ad esempio casi di acne o rosacea, e nelle pelli già tendenzialmente secche hanno portato a delle dermatiti irritative. Perciò la raccomandazione nel caso di pelli infiammate è quella di non esporsi direttamente al sole. È necessario risolvere o attenuare il problema rivolgendosi al dermatologo che potrà fornire la cura adeguata se non la stiamo già seguendo. Una volta spenta l’infiammazione è possibile esporsi al sole”.


-Molte donne anche in estate, persino in spiaggia, non rinunciano ad un po’ di make-up per mascherare qualche difetto del volto. È una pratica sbagliata oppure è possibile essere belle senza creare danni all’epidermide?


“È vero che molte donne che hanno la pelle macchiata non desiderano mostrarsi così in spiaggia e quindi cercano di camuffare il problema con il trucco. Il consiglio è quello di utilizzare fondotinta compatti specifici che hanno la protezione 50 in modo tale che abbiniamo la protezione all’effetto camouflage. Sì ad un po’ di make up che aiuta a mostrarci nel migliore dei modi ma abbinando sempre la protezione. Questo è vero a maggior ragione in queste persone che ricorrono al trucco per mascherare le macchie che spesso sono legate come dicevamo prima ad esposizioni solari scorrette, trattamenti ormonali e gravidanze. Meglio ancora se mettiamo la protezione solare come base sul viso e poi stendiamo questo fondotinta specifico che va rinnovato come la crema durante il corso della giornata. Dunque make up sì ma seguendo queste semplici regole”.

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