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Travaglio attacca Draghi: “È un curriculum ambulante che non capisce un cazzo”

marco travaglio draghi
Il direttore de 'Il Fatto Quotidiano' dal palco della festa di Articolo Uno accusa il premier di non essere competente né umile. E lo definisce "figlio di papà" nonostante Draghi sia orfano dall'età di 15 anni
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ROMA – Pesante attacco da parte di Marco Travaglio al premier Mario Draghi. Il direttore de ‘Il Fatto Quotidiano’, ospite della festa del partito Articolo Uno, si è scagliato contro il presidente del Consiglio, spiegando che il governo Conte II “ha commesso certamente degli errori ma non è stato mandato via per i loro errori, bensì per i loro meriti”. E, ha proseguito Travaglio, “hanno messo al loro posto l’esatta antitesi”, ovvero Draghi, definito dal direttore de ‘Il Fatto Quotidiano’ come “un curriculum ambulante che ha fatto bene il banchiere europeo e per questo ci hanno raccontato che è competente in materia di sanità, di vaccini, di giustizia, eccetera. Mentre, mi spiace dirlo, – affonda Travaglio – non capisce un cazzo né di giustizia, né di sociale né di sanità. Draghi capisce di finanza, ma non esiste l’onniscienza o la scienza infusa. E il presidente del Consiglio non ha neanche umiltà“.

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LO ‘SCIVOLONE’ SU DRAGHI “FIGLIO DI PAPÀ”

Inoltre, Travaglio ha definito il premier “un figlio di papà“. Subendo molte critiche sui social e anche da parte della politica, dato che Draghi è orfano di padre dall’età di 15 anni. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi su Twitter scrive: “Le parole offensive e deliranti di Marco Travaglio su Draghi – orfano di padre all’età di 15 anni – dimostrano come il direttore del Fatto sia semplicemente un uomo vergognoso. Stupisce che ancora venga pagato per insultare tutti a reti unificate. Solidarietà al Presidente Draghi”. Il senatore del Pd Andrea Marcucci definisce quelle di Travaglio “parole indegne” mentre la viceministra delle Infrastrutture Teresa Bellanova (Italia Viva) se la prende con Articolo Uno, il partito del ministro della Salute Roberto Speranza: “Che Travaglio tenti di delegittimare in ogni modo l’azione del Governo Draghi non è una novità. Ma che Leu scelga di legittimarlo invitandolo alla sua festa lascia basiti”.

LEGA: “SPERANZA SI DIMETTA”

“La presa di distanze di Speranza dai pesantissimi insulti rivolti da Travaglio a Draghi è quasi peggio degli insulti stessi. Per non perdere la poltrona, Speranza ha bollato come ‘infelici’ le parole di Travaglio contro il presidente del Consiglio, etichettato come ‘un figlio di papà che non capisce un cazzo’ alla festa del suo partitino. Infelici anche gli applausi a scena aperta dei suoi compagni che lo ascoltavano. Domandiamo a Speranza che senso abbia stare al governo se i suoi applaudono convinti agli insulti del direttore del Fatto. Si dimetta”. Così Lorenzo Fontana, vicesegretario della Lega.

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