A Predappio riapre la tomba di Mussolini, Anpi: “No a cortei camicie nere”

Appello Ricci ad autorità: "Impedire oltraggio a Italia intera"
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ROMA – “L’Italia intera non subisca l’oltraggio di nostalgici liberi di inneggiare al dittatore Benito Mussolini che trasformò l’Italia in macerie di guerra e disumanità“. Dopodomani, a Predappio, in provincia di Forlì-Cesena, riapre la cripta che ha al suo interno la tomba di Benito Mussolini e l’Anpi, che teme un nuovo corteo in camicia nera dei nostalgici, fa un appello alla Questura, la Prefettura e al sindaco Roberto Canali perché impediscano la manifestazione. La riapertura della cripta “diverrà l’occasione, ancora una volta, per un corteo di camicie nere, saluti romani e di tutto l’armamentario apologetico del fascismo”, scrive il vice presidente nazionale dell’Associazione nazionale partigiani italiani, Emilio Ricci. Si tratterebbe di “un’iniziativa che contrasta con la Costituzione della Repubblica e con le leggi vigenti in materia, la Scelba e la Mancino”.

Un corteo, incalza Ricci, “che infangherà la memoria delle numerose vittime della criminalità fascista, delle sue leggi razziali, del suo collaborazionismo con i nazisti che portò al massacro di donne, uomini e bambini innocenti. La memoria delle partigiane e dei partigiani caduti per la libertà”. Contro il corteo del 28 ottobre scorso l’associazione sporse denuncia e sono ancora in corso le indagini. Ma promette che vigilerà anche sul 28 luglio. Nei giorni scorsi, peraltro, le nipoti del duce, l’europarlamentare Alessandra Mussolini e la consigliera comunale di Roma della lista civica Per Giorgia, Rachele avrebbero detto di essere al lavoro, proprio assieme al sindaco Canali, per una riapertura permanente della cripta.

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