Cibo, ogni italiano ne getta 3 kg al mese: parte campagna ‘Spreco zero’

Al via anche premio per buone pratiche voluto da ministero dell'Ambiente e Anci
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ROMA – Il problema dello spreco alimentare in Italia migliora, anche se ha ancora dimensioni allarmanti. Ogni italiano, infatti, getta nella pattumiera 3 kg di cibo al mese, per un valore di 8 miliardi e mezzo di euro, pari allo 0,6% del Pil. E questo nonostante 9 italiani 10 si sentano in colpa buttando cibo ancora buono. Il 60% dichiara di gettare alimenti solo una volta al mese, il 16% una volta a settimana, il 15% ogni due settimane, e solo il 7% si dice indifferente allo spreco. A dirlo sono i dati dell’Osservatorio Waste Watcher anticipati in occasione del lancio della nona campagna europea di sensibilizzazione di Last Minute Market ‘Spreco Zero’, presentata oggi dall’ideatore Andrea Segrè, insieme al presidente Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, a Luca Falasconi, coordinatore del progetto 60 Sei Zero che viaggerà parallelo alla campagna fino al 2019, e al testimonial Giobbe Covatta che scherzando avverte: “Sprecatori fatela finita!”.

8,5 miliardi di spesa, 3 kg a testa di sprechi al mese sono un enormità- commenta Andrea Segrè- ‘Spreco Zero’ deve essere l’obiettivo del Paese e di tutti noi”. “I comuni sostengono la battaglia contro lo spreco alimentare- dichiara Decaro- noi non abbiamo potere legislativo ma abbiamo il potere di sensibilizzare le nostre comunità su alcuni temi. Questo è uno di quelli più importanti, e noi lo sosteniamo con iniziative come i frigoriferi sociali, strumento di contrasto alla povertà, attraverso le mense virtuose e attraverso la spesa sospesa nei supermercati”.

Assieme alla campagna riparte anche il premio ‘Vivere a Spreco Zero’, promosso dal ministero dell’Ambiente assieme ad Anci e al network Sprecozero.net. L’iniziativa incoronerà imprese, amministrazioni pubbliche e scuole che si distingueranno per buone pratiche di prevenzione degli sprechi alimentari. Anche i cittadini potranno partecipare individualmente scaricando e compilando un diario settimanale delle buone pratiche dal sito sprecozero.it.

“La cosa interessante- spiega Falasconi- è la differenza tra quanto gli italiani percepiscono e quanto in realtà fanno. Se noi chiediamo un italiano di dirci quanto getta, ci dirà 50, se gli chiediamo di compilare un registro ci dirà 75, se andiamo a vedere nella spazzatura troveremo 100. Questo perché ancora gli italiani non hanno ben chiaro che cosa sia lo spreco”.

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