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Fontana: “Maternità surrogata vietata, stop riconoscimento figli coppie gay”

"Se il divieto della gestazione per altri è presente nel nostro ordinamento, va fatto rispettare evitando che il ricorso a tali pratiche all'estero"
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ROMA – “Se il divieto della gestazione per altri è presente nel nostro ordinamento, va fatto rispettare in termini concreti, evitando che il ricorso a tali pratiche all’estero si traduca poi, con il ritorno in Italia del minore, in un continuo aggiramento del divieto, che è volto a proteggere valori fondamentali quali la dignità della donna e del bambino, ridotti a meri oggetti”. Così il ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, sulle linee programmatiche del suo dicastero, nel corso di un’audizione in commissioni Affari sociali.

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“Rilievo- dichiara il ministro- come l’attuale assetto del diritto di famiglia non possa non tenere in debito conto che cosa sta accadendo proprio in questi mesi sulla materia del riconoscimento della genitorialità ai fini dell’iscrizione nei registri dello stato civile di bambini concepiti all’estero da parte di coppie dello stesso sesso facendo ricorso pratiche vietate dal nostro ordinamento, anche penalmente, e che tali dovrebbero rimanere. Quindi in primis la gestazione per altri, la cosiddetta maternità surrogata, e le tecniche parimenti non consentite in base alla legislazione nazionale alle coppie dello stesso sesso, quali la procreazione medicalmente assistita e l’eterologa”.

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