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Ruspe al campo di Brescia, i Sinti chiedono l’intervento di Renzi

Protesta il presidente dell'associazione Sinti e rom: "C'erano persone malate e bambini. Questa non e' integrazione"
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sinti04ROMA – Le ruspe in azione al campo dei Sinti di Brescia. Protesta il presidente dell’associazione Sinti e rom e chiama in causa il presidente del consiglio: “Renzi intervenga. C’erano persone malate e bambini. Questa non e’ integrazione”, spiega Davide Casadio, all’agenzia Dire. Via Orzinuovi, a Brescia, all’uscita del casello dell’autostrada. Alle 5 di questa mattina un blitz della polizia locale, con decine di agenti e mezzi meccanici, ha distrutto i fabbricati abusivi del campo rom, in esecuzione di un’ordinanza del sindaco Emilio Del Bono. “Hanno risparmiato solo le roulotte, hanno buttato a terra molti fabbricati, alcuni dei quali servivano per le docce, i condizionatori, i frigoriferi, quello che serve, insomma, per vivere dignitosamente d’estate. Sono cose che noi tutti diamo per scontate, ma quando abiti in un campo diventano essenziali”, sbotta Casadio.

Il presidente dell’associazione nazionale Sinti e Rom sottolinea che “nel campo di via Orzinuovi abitano tre persone che sono in cura per malattie oncologiche. In particolare nella prima delle case distrutte, quella della famiglia Mastini. Li’ c’e’ una ragazza che necessita di cure quotidiane. Ora come fara’?” Casadio sottolinea che le ruspe sono intervenute d’imperio. Senza preavviso. “Nel campo ci sono una trentina di famiglie. Tanti i bambini e le persone anziane.

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C’erano degli abusi che sono stati contestati, ma per i quali i residenti avevano chiesto all’amministrazione di attendere che trascorresse l’estate, il periodo piu’ difficile per chi vive nel campo. E invece stamattina alle 5 arrivano le ruspe. E buttano giu’ i prefabbricati, salvando solo le roulotte. Come presidente dei Sinti d’Italia esprimo formale protesta e chiedo al governo di garantire l’incolumita’ della nostra gente”, aggiunge.

Il presidente dell’associazione che tutela Sinti e Rom sottolinea che “si tratta peraltro di sinti italiani. Di cittadini italiani. Una nazione che si considera civile e democratica non puo’ permettersi queste ingiustizie. C’e’ un problema politico e strumentale, perche’ i sinti e rom vengono usati per farsi votare. A Brescia e’ stato cosi’ con le amministrazione leghiste, ma le cose non sembrano cambiate oggi”. Nella citta’ lombarda il comune e’ retto da un sindaco del Pd Emilio Del Bono. “Sono ruspe ‘democratiche’, possiamo dire con una battuta. Ma qui il colore politico non c’entra. Che siano di destra o di sinistra, le amministrazioni intervengono con forzature nei confronti delle minoranze, che non sono tutelate.

sinti03Noi non contestiamo il fatto che l’amministrazione comunale rilevi degli abusi e li persegua. Contestiamo il metodo. E’ un brutto precedente, ci auguriamo che non si ripeta piu'”. Casadio chiede un intervento del premier. “Vorremmo che si seguano strategie di integrazione dei Rom e Sinti- spiega- com’e’ accaduto in Emilia Romagna, dove si procede al superamento dei campi secondo procedure concordate. Chiediamo che il testo unico 380 sia modificato in modo da far interagire insieme amministazione e residenti. Nella legge regionale lombarda, invece, non e’ prevista una procedura concordata”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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