ROMA – L’inglese per tutti. Per venirsi incontro in Myanmar, un Paese dove si parla birmano ma anche tante altre lingue e dove capirsi non è sempre facile. L’inglese si studia anche alla Nghet Aw San Boys Training School, un istituto detentivo per minori. I maestri insegnano inglese e allo stesso tempo birmano e sono pronti a mettere in discussione anche se stessi.
“Una difficoltà per me è che insegno agli studenti della comunità rohingya, perché non comprendono la lingua birmana”, dice Tin Naing Soe, maestro d’inglese alla Nghet Aw San. “È molto difficile per me, ma sto facendo del mio meglio e sto insegnando loro anzitutto il birmano”. I corsi sono curati dalla fondazione New Humanity, una ong della federazione Focsiv, e sono possibili grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.
L’impegno è preparare i giovani, che siano di origine birmana o appartengano ai rohingya o a un’altra delle minoranze del Myanmar. “Abbiamo fatto corsi di ‘vocational training’, cioè corsi professionali”, riferisce all’agenzia Dire padre Livio Maggi, missionario con la fondazione New Humanity. “Ad esempio di falegnameria, di saldatura e poi anche per elettricisti”.




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