SESSANTA MILIONI DI STELLE IN UNA FOTO DELLA VIA LATTEA
La più grande e dettagliata immagine mai realizzata in luce visibile del centro della nostra galassia, la Via Lattea, è stata svelata dalla missione Euclid dell’Agenzia spaziale europea. Con oltre 60 milioni di stelle, questa immagine apre la strada agli scienziati per confermare l’esistenza di eventuali esopianeti individuati in questa regione e misurarne la massa attraverso minuscole variazioni della luce stellare nel tempo. Progettata per osservare miliardi di galassie lontane, la fotocamera per la luce visibile del telescopio spaziale Euclid è sufficientemente sensibile da distinguere le singole stelle nel nostro bulbo galattico, estremamente affollato, senza essere abbagliata. Questa rara capacità è fondamentale per lo scopo per cui gli scienziati intendono utilizzare questa immagine: studiare i pianeti attorno ad altre stelle utilizzando una tecnica speciale chiamata microlensing.
IA. INNOVATORI AFRICANI E PARTNER G7: CONSULTAZIONE A ROMA
Il Centro studi americani, a Roma, ha ospitato una consultazione a porte chiuse sull’Ai nell’ambito di una delle iniziative nate con la presidenza italiana del G7 e ancorata al partenariato tra Undp Italia e il Piano Mattei per l’Africa. Presenti una delegazione bipartisan di funzionari della commissione Affari esteri della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, rappresentanti delle istituzioni italiane, partner transatlantici del settore privato e innovatori africani. La partecipazione ha riaffermato la centralità del Piano Mattei e dell’Agenda italiana sull’intelligenza artificiale per lo sviluppo. La consultazione ha evidenziato un modello di partenariato orientato a mobilitare commercio, investimenti e cooperazione tecnologica a complemento degli aiuti tradizionali, individuando opportunità concrete di collaborazione su infrastrutture per l’IA, modelli linguistici nelle lingue locali e mobilitazione di capitale privato a sostegno dell’economia africana dell’intelligenza artificiale.
BOLOGNA CAPITALE DELL’INNOVAZIONE CON ‘WE MAKE FUTURE’
È stato il robottino Dale a tagliare il nastro dell’edizione 2026 di We Make Future, grande evento sull’innovazione, ideato e organizzato da Search On Media Group. Quella di Bologna è stata la più ampia e ricca edizione della rassegna mai realizzata: 70.000 metri quadrati di area fieristica, nove hall, 90 stage, oltre 1.000 speaker, più di 800 espositori, 3.000 tra startup, pmi e investitori, oltre 50 delegazioni internazionali, 20 padiglioni esteri e più di 40 eventi partner, con realtà provenienti da oltre 90 Paesi. “Avevamo intuito che Bologna era la sede adatta, anche perché la città sul tema dell’innovazione, a partire dal Tecnopolo, sta investendo molto- ha dichiarato il presidente della Fiera, Gianpiero Calzolari- Questa è una bella manifestazione perché ci aiuta anche a individuare un linguaggio, che è quello delle giovani generazioni e con cui bisogna inevitabilmente affrontare il tema dell’innovazione”.
SELFIE, FILTRI E LIKE SONO UNA MINACCIA ALLA NOSTRA ‘UNICITÀ’
Uno studio coordinato da ricercatori del campus di Milano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore mette in guardia da un mondo digitale in cui tutti i volti tendono ad assomigliarsi. Il rischio è che diventi più difficile ricordare ciò che ci rende unici. Nel mirino, in particolare, l’uso di Instagram che “potrebbe influenzare- sostengono i ricercatori- non soltanto il modo in cui vediamo il nostro corpo, ma anche il modo in cui il cervello percepisce il corpo che abitiamo, fino al punto di non riconoscersi più nel proprio corpo”. In piattaforme come Instagram il volto e l’aspetto fisico vengono continuamente esposti, osservati, confrontati, modificati attraverso filtri e valutati attraverso like e commenti. Questo confronto costante con immagini idealizzate e standard estetici spesso irrealistici può aumentare la pressione percepita rispetto al proprio aspetto, contribuendo non solo a una maggiore insoddisfazione corporea ma anche a un giudizio più critico del proprio corpo.




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