venerdì 11 Settembre 2026

Asili bollenti a Bologna, il Comune: “Non possiamo fronteggiare questa emergenza da soIi”

Il sindaco Lepore: "Siamo la città che prima si è preoccupata di affrontare le ondate di calore, l'allerta è seria. Ma serve anche un piano nazionale"

BOLOGNA – Di fronte al caldo che si sta vivendo in questi giorni, l’amministrazione di Bologna sta facendo il possibile per abbassare la temperature nei nidi e nelle scuole dell’infanzia ma “i Comuni da soli non possono rispondere a questa emergenza“, sottolinea l’assessore alla Scuola, Daniele Ara, interpellato sul tema a margine di una conferenza stampa.
Quest’anno il Comune ha effettuato “un intervento straordinario- ricorda Ara- per un ambiente climatizzato in tutte le scuole dell’infanzia, per una spesa di 300.000 euro” finanziata con il bilancio 2025 di Palazzo D’Accursio: fondi serviti a installare condizionatori fissi in modo tale che, per la prima volta, tutte le materne hanno almeno un locale raffrescato. Questi lavori sono stati effettuati a inizio 2026. “È ancora insufficiente rispetto all’emergenza, ma- sottolinea l’assessore- è una situazione migliore rispetto a quella dell’anno scorso“. I nidi, invece, “già da diversi anni hanno almeno un ambiente climatizzato”, aggiunge Ara. “Gli investimenti continueranno anche il prossimo anno e nel frattempo abbiamo approntato una serie di interventi tampone con ‘pinguini’ e piccoli condizionatori, oltre 50, che verranno inseriti in questi giorni”, prosegue l’assessore. Poi dall’1 luglio “ci saranno solo i nidi e non le scuole dell’infanzia, quindi lì concentreremo altre attrezzature per rinfrescare”, spiega Ara. Inoltre, “noi stiamo cambiando gli infissi da anni e, pensando alle climatizzazioni, ogni anno si cerca di fare qualcosa in più. Ma non saprei cos’altro fare, è chiaro che su 200 strutture che ha il Comune- evidenzia l’assessore- non è semplice pensare che tutte le trasformiamo in rifugi climatici, è un tema enorme”.
In altre parole, “oltre che investire sui giardini, sulla tenuta degli infissi e sulla climatizzazione- riepiloga Ara- in questo momento sulle strutture esistenti non credo ci sia molto di più da fare”. Come amministrazione “abbiamo investito questo inverno, continueremo a farlo- ribadisce l’assessore- e adesso cerchiamo con misure tampone di intervenire. Stiamo dialogando con tutte le strutture, c’è un grande impegno dei pedagogisti e soprattutto c’è un grande impegno dei Lavori pubblici del Comune”.
Ma, aggiunge Ara, “è chiaro che questo non basta rispetto all’emergenza che viviamo e l’impegno dei Comuni non è sufficiente, nel senso che noi viviamo un cambiamento climatico che ci deve rendere responsabili soprattutto rispetto alle future generazioni”: servono quindi “un piano nazionale e un piano anche europeo di adattamento, che al momento non vediamo”. Anche perchè, nel frattempo, c’è la spinta a tenere le scuole aperte per periodi più lunghi durante l’estate. “Bisogna allungare le scuole, ma bisogna anche pensare- dice sul punto Ara- che la scuola non è solo stare in un’aula, ma tante cose: avere un rapporto con il territorio, utilizzare le aree verdi”. Questo è “un grande tema di discussione pedagogica, strutturale e ambientale- conclude l’assessore- e noi la vogliamo fare. E’ sotto gli occhi di tutti, però, che non possiamo più scherzare, il cambiamento climatico c’è e bisogna che la nostra generazione inverta la rotta”.

LEPORE: “BOLOGNA LA PRIMA AD AFFRONTARLO, ORA LO STATO”

“È chiaro che queste andate di calore saranno sempre di più un tema che dovremmo affrontare, anche perché sono sempre più anticipate. Come raffrescare la città è una grande questione che noi stiamo affrontando con investimenti importanti, ma richiede credo anche un piano nazionale”. Lo afferma il sindaco di Bologna Matteo Lepore tornando sull’ondata di calore eccezionale di questi giorni. “Su tutti i disastri climatici in Europa- ricorda il sindaco, oggi a margine di un evento sul tram- ci sono 43 miliardi di danni all’economia e alla vita delle persone e la pianura padana è la zona nella quale in Europa abbiamo il maggior numero di morti ogni estate per le ondate di calore. Quindi è un’emergenza molto importante, però diventerà strutturale”.
A Bologna, ricorda, “abbiamo moltiplicato i rifugi climatici, quindi io direi che noi stiamo facendo tanto e lo facciamo quasi unici a livello nazionale. Quindi, sicuramente, siamo la città che prima si è preoccupata di affrontare le ondate di calore e questo significa che abbiamo sentito l’urgenza e questa necessità”. Ieri, ricorda, è stata firmata l’ordinanza per l’apertura del centro operativo comunale per seguire l’emergenza, “perché l’allerta è molto seria. L’invito che facciamo alla popolazione è il più possibile di non uscire nelle ore più calde”. Inoltre, ricorda ancora il primo cittadino, “abbiamo fornito di altri 80 strumenti di refrigerazione e climatizzazione alle scuole, stiamo cercando il più possibile di rinfrescare tutti gli ambienti delle scuole, non soltanto i dormitori”. Poi “abbiamo allertato gli organizzatori degli eventi, chiedendo di distribuire acqua, ci sarà anche Hera per quanto riguarda lo stadio”.

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