BOLOGNA – La pagina si chiama pagina “Meglio una di meno che una femminista di troppo” e fa il controcanto, anche con una grafica simile, al movimento “Non una di meno”.
Il fatto che Meta non blocchi la pagina è al centro delle proteste delle associazioni femministe in questi giorni. Ad invitare gli utenti a segnalare questa pagina Facebook è il coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna.
“È inammissibile- dice Laica Montanari, presidente del Coordinamento- che Meta respinga sistematicamente le centinaia di segnalazioni, rispondendo che tali contenuti ‘non violano gli standard della community’. Dimostrando di non voler contrastare l’odio, anteponendo il traffico e le interazioni alla sicurezza reale delle persone. Lo Stato e le autorità competenti stanno sottovalutando la portata della violenza digitale contro donne, migranti e persone lgbt”. Per i centri antiviolenza “liquidare l’odio online come un fenomeno virtuale isolato è un errore: il linguaggio costruisce la realtà e questo clima di impunità sta normalizzando il disprezzo verso il genere femminile”.
Il Coordinamento chiede dunque che non sia lasciato spazio a queste piattaforme “che monetizzano l’odio per le donne e alimentano un clima sociale pericoloso e intollerabile”.




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