M5s: “Chiudere magazzino Bartolini a Bologna”. Merola: “Focolaio sotto controllo”

Merola: "In una coop non sono state seguite le misure, decide la sanità se chiudere"
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BOLOGNA – Il Movimento 5 stelle chiede la chiusura del capannone della azienda di logistica Bartolini alle Roveri, in periferia di Bologna, dove si è sviluppato un focolaio di coronavirus. “La richiesta dei lavoratori della ditta Bartolini di sospendere immediatamente tutte le attività è giusta e sensata. È necessario che vengano prese tutte le precauzioni possibili per bloccare la diffusione di questo nuovo focolaio ed evitare che si trasformi in un incendio”, afferma in una nota la consigliera regionale M5s, Silvia Piccinini. “La salute dei lavoratori e delle loro famiglie deve essere messa davanti a tutto quindi è necessario prendere tutte le dovute precauzioni del caso riguardo a questa situazione”, aggiunge Piccinini. “Visto che evidentemente qualcosa non ha funzionato nell’applicazione dei protocolli di sicurezza bisogna correre ai ripari in fretta, innanzitutto applicando tamponi a tappeto a tutto il personale che può essere venuto in contatto con i lavoratori del magazzino dove si è diffuso il virus. Ma bisogna fare in fretta perché, come ci hanno insegnato altri casi, possibili ritardi nel cercare di arginare il più possibile il coronavirus potrebbero causare danni irreparabili proprio in un momento in cui si credeva che la fase più complicata fosse ormai alle nostre spalle”.

MEROLA: “TUTTO SOTTO CONTROLLO”

Il focolaio di coronavirus scoppiato in un magazzino di Bologna “è nato perché in una coop in appalto alla Bartolini non sono state seguite le misure” di precauzione, cioè “le mascherine e il distanziamento“. Ma in ogni caso si tratta di “un episodio non eclatante e assolutamente sotto controllo”, afferma il sindaco del capoluogo emiliano, Virginio Merola, intervistato da Tgcom24. Il caso “dimostra che la nostra Ausl interviene per testare e tracciare e, sottolineo, interviene poco per trattare”, continua Merola, visto che “abbiamo solo due casi di questo focolaio che sono finiti per ora in ospedale. Quindi si tratta di intervenire con questo sistema che è quello adatto per questa fase. Quando si scopre un focolaio di questo tipo lo si deve anche al fatto che siamo pronti a intervenire”.

Il panorama della logistica bolognese, ricorda Merola, comprende una grande realtà come l’Interporto che conta 120 aziende e 5.000 lavoratori: lì “tutto procede secondo le regole”, sottolinea il sindaco, mentre il caso nel magazzino Brt Corriere Espresso “è nato perché in una coop in appalto alla Bartolini non sono state seguite le misure” necessarie.

Ma ora è il caso di chiudere questo magazzino? Per quanto riguarda “le richieste sindacali più che comprensibili, sottolineo che deve decidere l’autorità sanitaria”, afferma Merola: “Quello che faremo è seguire attentamente il caso, adesso passiamo a un monitoraggio costante e, una volta completate tutte le analisi, l’Ausl valuterà le richieste dei lavoratori. E’ interesse comune di tutti tranquillizzare al massimo e isolare al più presto definitivamente questo episodio”. Detto questo, “speriamo non ci sia bisogno di ulteriori provvedimenti”, aggiunge il sindaco.

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