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Chef del Mali ferito in un attentato: “Salvini venga nel mio ristorante”

Insieme ad altri due rifugiati e a due ragazzi di Napoli, ha dato vita alla startup cooperativa Tobilì.
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ROMA – “Inviterei Salvini al mio ristorante, ma so che lui non verrebbe mai“. Bouyagui Konate è uno chef del Mali che a Napoli, insieme ad altri due rifugiati e a due ragazzi di Napoli, ha dato vita alla startup cooperativa Tobilì, promossa da Less Impresa Sociale, ente gestore del progetto Sprar di Napoli, decollata grazie al sostegno di Coopfond, fondo di promozione di Legacoop, attraverso un bando del progetto Coopstartup con Unicoop Tirreno.

Un’esperienza di successo, questa di un catering multietnico, tanto che da questa è nato anche Kikana, un ristorante multietnico, gestito insieme ad altri rifugiati e richiesti asilo proveniente da diversi paesi dell’Africa. La scorsa settimana Bouyagui Konate è stato vittima di un attentato, ferito all’addome a colpi di fucile caricato a pallini da ignoti.

Se inviterei al mio ristorante Salvini? Sì, certo- spiega alla Dire, a margine di un intervento alla Direzione nazionale di Legacoop, a Roma- E gli cucinerei il samosa, un piatto che ho presentato a Masterchef. E siccome deve fare un po’ di dieta, anche riso con verdure, piatto semplice per uno che non deve mangiare carne, che contiene molti grassi”. Lo inviterebbe, “ma credo che non verrà mai”.

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