Fermare il deserto con un albero: il progetto conquista i contadini della Tunisia

L'albero del rafano pesca acqua anche a 60 metri di profondità, proteggendo con le sue radici il terreno dalla sabbia, dal vento e in genere dall'erosione del Sahara
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Sarah Toumi (left) planting seedlings.

ROMA – Nel sud della Tunisia ne sono stati già piantati 50mila, ma l’obiettivo è un milione. Sono i numeri dell’albero del rafano, nome scientifico Moringa oleifera: specie originaria dell’India, soprattutto barriera contro la desertificazione capace di garantire anche reddito ai contadini.

L’idea è di Acacias for All, una ong nata nella regione di Sfax su iniziativa di Sarah Toumi, una giovane franco-tunisina che oggi ha 29 anni. Secondo il quotidiano locale ‘La Presse’, che nei giorni scorsi ha pubblicato un approfondimento, il progetto sta suscitando reazioni positive tra i contadini e potrebbe presto estendersi al Marocco e all’Algeria.

L’albero del rafano pesca acqua anche a 60 metri di profondità, proteggendo con le sue radici il terreno dalla sabbia, dal vento e in genere dall’erosione del Sahara. Le sue foglie, secche e in polvere, sono ricercate sui mercati internazionali per l’utilizzo in cucina grazie al contenuto proteico in tutta la gamma degli aminoacidi, le proprietà antiossidanti, il sapore lievemente piccante e il miele pregiato che si ricava dai fiori.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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