sabato 11 Luglio 2026

Roma Pride, torna La Croisette ma è già polemica

Il Gran Galà previsto il 28 maggio alle 21.30 ma Keshet Italia insorge: "Ufficialmente cacciatx"

ROMA – Roma si prepara a vivere una nuova stagione di cultura, spettacolo e orgoglio con il ritorno del La Pride Croisette, il villaggio esperienziale e culturale del Roma Pride che negli anni è diventato uno degli spazi più riconoscibili, partecipati e simbolici dell’estate romana LGBTQIA+. Giovedì 28 maggio, nella suggestiva cornice delle Terme di Caracalla, andrà in scena il Gran Galà inaugurale della decima edizione, una serata straordinaria che darà ufficialmente il via al programma del Roma Pride 2026. È quanto si legge in una nota. Ospite speciale sarà Margherita Vicario, artista poliedrica tra le più originali e amate della scena contemporanea italiana, capace di raccontare con autenticità, ironia e libertà le nuove generazioni e le trasformazioni della società odierna, spiega la nota. Alla serata prenderà parte anche il sindaco di Roma, a testimonianza del valore culturale, sociale e civile che il Roma Pride rappresenta oggi per la città. La Pride Croisette, diretta artisticamente per il terzo anno consecutivo da Daniele Palano, riferisce la nota, è molto più di una semplice rassegna di eventi: è uno spazio aperto, gratuito e accessibile che ogni anno anima il cuore della Capitale con spettacoli, concerti, cinema, teatro, libri, talk, dj set e momenti di aggregazione; valorizzando le voci, i linguaggi e i talenti della comunità LGBTQIA+ e creando occasioni di incontro e partecipazione per tutta la cittadinanza. Per celebrare il decimo anniversario de La Pride Croisette, l’edizione 2026 si presenta come la più ampia e articolata mai realizzata, continua la nota. Per la prima volta, il festival si estenderà per 24 giorni consecutivi, con oltre 50 appuntamenti con un programma pensato per raccontare la pluralità delle comunità. Per tutta la durata della manifestazione, infatti, il villaggio aprirà quotidianamente dalle ore 18, accogliendo il pubblico in uno spazio dedicato alla cultura, alla socialità e alla libertà di espressione.

“La Pride Croisette è diventata negli anni uno dei simboli più belli e significativi del Roma Pride perché rappresenta concretamente la nostra idea di città: aperta, plurale, inclusiva e accessibile- dichiara Mario Colamarino-Abbiamo voluto costruire un’offerta culturale gratuita capace di parlare davvero a tutte e tutti, creando spazi di partecipazione reale, dove la comunità LGBTQIA+ non sia semplicemente tollerata ma finalmente protagonista. In un tempo in cui i diritti vengono ancora troppo spesso messi in discussione, crediamo che la cultura, l’arte e la condivisione siano strumenti fondamentali per costruire inclusione, combattere i pregiudizi e rafforzare il senso di comunità. La Pride Croisette è questo: un luogo vivo, popolare e orgogliosamente libero, aperto all’intera città di Roma”. Con il Gran Galà del 28 maggio alle 21.30, conclude la nota, prende ufficialmente il via una nuova edizione della Pride Croisette, che accompagnerà il Roma Pride fino al 20 giugno con un calendario ricco di appuntamenti dedicati alla cultura queer, alla libertà di espressione, ai diritti e alla celebrazione delle differenze.

KESHET ITALIA: NESSUN EVENTO SE SI ESCLUDONO MINORANZE

“Il Roma Pride ha gettato la maschera. Con un atto di un’esclusione senza precedenti, a Keshet Italia – l’unica associazione LGBTQIA+ ebraica italiana – è stato negato prima l’accesso al coordinamento e poi persino la possibilità di sfilare con un proprio carro. La nostra colpa? Essere ebrex. Il culmine di un percorso di ostilità. L’anno scorso, durante la parata, abbiamo subito attacchi antisemiti espliciti. Attacchi davanti ai quali il Roma Pride ha scelto il silenzio, rifiutandosi di condannarli. Oggi quel silenzio si trasforma in complicità attiva: veniamo ufficialmente cacciatx”. Così in una nota Keshet Italia. “Non accettiamo lezioni di diritti da chi applica dinamiche di esclusione identitaria. L’antisemitismo mascherato da posizionamento politico rimane Antisemitismo. L’appello alle istituzioni: invitiamo tutte le realtà associative, lx attivistx, i partiti politici e la società civile che credono in un Pride aperto e non discriminatorio a prendere una posizione netta contro questa deriva razzista. Chiediamo una presa di posizione netta del Sindaco e del Comune di Roma e di non presenziare la manifestazione. Roma, città simbolo della Resistenza e della memoria, non può legare il proprio nome a un evento che esclude le cittadinx queer ebree. ‘La salute delle democrazie si vede da come vengono trattate le minoranze’. Non si può essere complici della discriminazione e sfilare accanto a chi caccia una minoranza”.

UGEI: SENZA KESHET MANIFESTAZIONE NON PIÙ INCLUSIVA

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia apprende “con profondo sgomento e amarezza la notizia dell’esclusione di Keshet, l’unica associazione LGBTQIA+ ebraica italiana, dal Roma Pride, ed esprime la piena solidarietà a tutti i suoi membri”. È quanto si legge in una nota dell’Ugei. “La decisione, tuttavia, non sorprende del tutto: il Pride si era già dimostrato politicamente polarizzato e attraversato da preoccupanti derive antisemite, spiega la nota. Il movimento per i diritti LGBTQIA+ ha una storia di lotta contro ogni forma di esclusione e nasce come spazio di resistenza di tutte le soggettività marginalizzate. Oggi più che mai, la manifestazione svela la sua totale ipocrisia: non si può pretendere di definirsi paladini dell’inclusione e dei diritti civili se poi, nei fatti, si decide di escludere deliberatamente una minoranza”, continua la nota.

“Ciò che colpisce, però, non è solo il merito della decisione, ma il meccanismo che la produce: un esame politico selettivo, applicato a una sola realtà su base identitaria, continua la nota. Nessun’altra associazione partecipante è tenuta a certificare la propria distanza da governi stranieri. A nessun’altra realtà viene imposto uno scrutinio identitario di questo tipo o di rispondere delle scelte di un governo estero. Questa si chiama discriminazione, indipendentemente dalla cornice ideologica in cui viene presentata. Con questa scelta, il Pride tradisce la sua stessa natura e perde ogni suo reale significato, conclude la nota dell’Ugei. Rivolgiamo pertanto un accorato e fermo appello alle istituzioni cittadine, affinché non partecipino a questa manifestazione, affinché non si convalidi né si normalizzi l’esclusione di Keshet Italia e di Keshet Europe da un contesto che per sua definizione dovrebbe essere inclusivo”, conclude la nota.

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