ROMA – Le ultime settimane di scuola, per tutti i bimbi, sono le più faticose. Iniziano le belle giornate e fa decisamente più caldo in aula- è difficile restare seduti al banco per fare i compiti. Non sarà diverso per i piccoli Trevallion-Birmingham, i figli di Catherine e Nathan, conosciuti tutti insieme come “la famiglia del bosco”. Anzi, per loro sarà ancora più dura, visto che hanno iniziato a seguire le lezioni di una maestra solo dallo scorso gennaio e proprio ora si avvicina una scadenza importantissima: quella degli esami.
LEGGI ANCHE: Famiglia nel bosco, “Bluebell in ospedale senza la mamma”. Frecciatine tra Garanti
LEGGI ANCHE: Famiglia nel bosco, la pediatra: “Ricovero senza madre? Contro i diritti del minore”
LEGGI ANCHE: Famiglia nel bosco, papà Nathan ha firmato per la nuova casa: ci abiteranno gratis per 2 anni
L’A MAESTRA LIDIA E L’INIZIO DI UN PERCORSO SCOLASTICO
La non iscrizione – e la non frequenza – in una scuola, incluso il rapporto quotidiano con altri studenti coetanei, così come la mancanza di una preparazione scolastica “in linea” con la propria età, sono stati due dei – tanti- punti contestati ai genitori della famiglia del bosco che hanno poi portato all’allontanamento dei tre figli. E ora i piccoli si trovano, dallo scorso 20 novembre, in una casa famiglia a Vasto. E proprio qui, da gennaio, hanno iniziato un percorso di homeschooling: la maestra (in pensione) Lidia Camilla Vallarolo, si è occupa della formazione dei tre bimbi.
GLI ESAMI DI GIUGNO
I due più piccoli, ora di 7 anni, dovranno quindi sostenere un esame di accesso alla seconda elementare: in questi primi quattro mesi di istruzione nella struttura protetta di Vasto dovrebbero aver ricevuto le basi di una classe prima della scuola primaria. La sorella più grande, che quest’anno compie 9 anni, dovrebbe apprendere quanto gli alunni di una classe terza di primaria. Ed entro il 30 giugno dovranno tutti e tre dimostrare se, con l’inizio del prossimo anno scolastico, a settembre, saranno pronti per accedere al ‘livello superiore’: la seconda primaria per i gemellini, la classe quarta per la bimba più grande.
L’iscrizione all’esame è stata attivata lo scorso aprile, ma emerge soltanto adesso, come riportato dal quotidiano Repubblica. Davanti alla commissione composta da docenti della scuola vigilante- l’Istituto comprensivo statale Castiglione Messer Marino di Carunchio, a pochi chilometri da Palmoli– i bimbi più piccoli dovranno così dimostrare di sapere leggere in stampatello (in italiano) e di saper fare le prime operazioni di calcolo, addizioni e sottrazioni, proprio come i loro coetanei. La sorella di 9 anni invece sarà chiamata a fare moltiplicazioni, a leggere e scrivere e comprendere testi più articolati in Italiano.
UN AVVIO COMPLICATO, MA ORA DAI BAMBINI “AFFETTO E RISPETTO PER LA MAESTRA”
Se però la commissione dovesse ritenere che non hanno raggiunto gli obiettivi, il prossimo 14 settembre dovranno ripartire da capo: dalla prima e dalla terza. Certo per loro, già partiti svantaggiati per la poca conoscenza della lingua italiana, superare la prova non sarà facile: hanno sicuramente avuto meno tempo rispetto agli allievi delle altre scuole, loro coetanei: quattro mesi, la metà di tutti gli altri. Non solo: l’avvio del percorso di istruzione è stato ‘ostacolato’ dalla presenza, durante le lezioni, della stessa madre Catherine, a dire dei responsabili della struttura: una delle ragioni che ha portato all’allontanamento della donna. Ora invece, come riferisce Repubblica, “i tre bambini mostrano un forte interesse verso le materie insegnate, un atteggiamento di affetto e rispetto verso la maestra Lidia e una maggiore capacità di concentrazione”. Le lezioni sono state portate da quattro a cinque, dal lunedì al venerdì, e durano anche tre ore ciascuna. Anche se i ritardi sul programma scolastico necessariamente restano.
SCUOLA PUBBLICA OPPURE HOMESCHOOLING? LE DIVERSE VEDUTE GENITORI-TUTRICE
Una volta superato ( o non superato) l’esame dunque, sarà possibile capire quale classe potranno frequentare da settembre. Volontà di Nathan e Catherine- che hanno fin dal principio rifiutato la scuola tradizionale per i loro figli- è quella di consentire loro l’istruzione nella forma ‘parentale’. In questa direzione va la proposta della famiglia, consegnata nel fascicolo del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che prevede la presenza di due insegnanti a casa e, eventualmente, un doposcuola nella sede di Fonte Le Case, frazione di Palmoli. Diversa sicuramente la visione della tutrice, la curatrice Marika Bolognese, dell’ l’assistente sociale Veruska D’Angelo che preferirebbero l’opzione della scuola pubblica per i tre bambini, in particolare per l’aspetto legato alla socialità con i coetanei. Al momento però, come riferisce il quotidiano il Messaggero, non sarebbe stata effettuata alcuna iscrizione alla scuola pubblica: a dirlo è stato l’avvocato della famiglia Simone Pillon. Ad ogni modo c’è tempo, l’iscrizione può essere fatta fino a 10 giorni prima dell’inizio della scuola, a settembre. Con la speranza, da parte di Nathan e Catherin, che nel frattempo qualcosa si sia smosso: se infatti prima si settembre il tribunale ripristinasse la responsabilità genitoriale per loro, il programma di inserirli nella scuola pubblica potrebbe cambiare.
LE PROSSIME POSSIBILI SCADENZE
Proprio ieri, lunedì 25 maggio, la relazione degli ispettori ministeriali sul lavoro del Tribunale per i minorenni dell’Aquila è stata consegnata al ministro della Giustizia Carlo Nordio. E a fine giugno, non ci saranno solo gli esami per i piccoli Trevallion-Birminghan: in quella scadenza i giudici potrebbero già pronunciarsi sul futuro della famiglia.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

