ROMA – “Un puzzle molto complesso” che potrebbe ricomporsi se tutti gli attori in scena firmassero gli Accordi di Abramo. Donald Trump, in uno dei suoi post su Truth Social, torna a parlare di Medio Oriente e dei rapporti tra i Paesi della regione, suggerendo di allargare – anche se scrive “dovrebbe essere obbligatorio” – la lista delle adesioni agli accordi diplomatici nati nel 2020 su mediazione proprio degli Stati Uniti durante la prima presidenza Trump.
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Per Trump, quindi, si tratterebbe di una scelta vincente: “Gli Accordi di Abramo si sono dimostrati, per i Paesi coinvolti (Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco, Sudan e Kazakistan), un vero e proprio boom finanziario, economico e sociale, persino in questo periodo di conflitto e guerra, con gli attuali membri che non hanno mai nemmeno ipotizzato di ritirarsi o di prendersi una pausa. Il motivo è che gli Accordi di Abramo sono stati un grande successo per loro e lo saranno ancora di più per tutti, portando vera forza, potere e pace in Medio Oriente per la prima volta in 5.000 anni”.
Il presidente ha auspicato che anche l’Iran si unisca: “Pertanto, richiedo categoricamente che tutti i Paesi firmino immediatamente gli Accordi di Abramo e che, se l’Iran firmerà il suo accordo con me, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, sarebbe un onore averlo anche lui come parte di questa senza precedenti Coalizione Mondiale. Il Medio Oriente sarebbe unito, potente ed economicamente forte, forse come nessun’altra area, in nessun’altra parte del mondo”.
COSA SONO GLI ACCORDI DI ABRAMO
Ma cosa sono nello specifico gli Accordi di Abramo? Si tratta un’intesa che sancisce la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Israele e alcuni Stati Arabi con l’obiettivo di aprire a un’era di “amicizia e cooperazione” in vari ambiti: da quelli economici e commerciali al turismo con l’istituzione di voli diretti, passando per l’apertura di ambasciate.
Con questo documento ci si impegna a lavorare insieme nella ricerca di pace, stabilità, prosperità e sicurezza del Medio Oriente. Per questo nel testo si propone l’importanza di favorire il dialogo interreligioso e interculturale e porre fine alla radicalizzazione e ai conflitti.
Gli Accordi di Abramo sono considerati storici perché sono i primi da quelli firmati da Egitto nel 1979 e dalla Giordania nel 1994.
PERCHÉ SONO STATI CHIAMATI ACCORDI DI ABRAMO
Il nome dell’accordo deriva da Abramo, profeta condiviso dalle tre grandi religioni monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo e Islam.
CHI HA FIRMATO
Nella lista dei firmatari ci sono Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Abu Dhabi, Sudan e Marocco. A novembre 2025 si è unito il Kazakistan. Oltre all’Iran, Trump chiede che a firmare siano anche: Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania. Nello specifico, prima del 7 ottobre e del conflitto che ha coinvolto la Palestina si era parlato molto dell’adesione dell’Arabia Saudita. Uno slancio politico che ha subito un processo di congelamento. La guerra a Gaza e l’operato di Israele ha provocato forte preoccupazione. Nessun Paese ha, però, cancellato la propria adesione.




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