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Comunali L’Aquila, bilanci e prospettive del candidato sindaco Pierluigi Biondi

Il sindaco uscente, e in corsa per un secondo mandato, parla dei suoi 5 anni di mandato e dei progetti futuri

26/05/2022
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di Marianna Gianforte

L’AQUILA – Il sindaco uscente de L’Aquila, Pierluigi Biondi, si ricandida per la seconda volta, in quota FdI, alla guida di una coalizione di centrodestra che vede in campo sei liste. Nel corso di una videointervista con l’agenzia Dire, Biondi traccia un bilancio del suo primo mandato, che si concluderà con il voto del 12 giugno. “Questi cinque anni di mandato hanno avuto un lungo ‘congelamento’ dovuto alla pandemia, durante il quale molte cose sono state riorganizzate in termini di servizi e di necessità soprattutto sul tessuto produttivo cittadino”, dichiara.

“In questi 5 anni sono state due le battaglie fondamentali che l’amministrazione ha portato avanti: una sul lavoro, con la stabilizzazione del personale del Comune e l’azzeramento del precariato. Abbiamo stabilizzato circa cento persone. L’altra è stata il rifinanziamento della ricostruzione, attraverso un fondo di 2,8 miliardi – aggiunge – senza la quale avremmo rischiato d’interrompere il ciclo virtuoso della ricostruzione post-sisma in corso. Delle cose che non avrei fatto ce ne sono molte, non una in particolare, e di quelle da fare ce ne sono altrettante perché L’Aquila è una città stimolante in maniera quotidiana. E quindi sembra sempre che non si arrivi mai a un punto conclusivo”.

“PNRR? L’AQUILA AVEVA IL SUO PIANO PRIMA CHE DIVENTASSE DI MODA”

“L’Aquila vive una stagione irripetibile, perché alle risorse garantite dal Pnrr si aggiungono quelle del ‘fondo specifico‘, ossia una quota del fondo complementare e noi ci siamo fatti trovare già pronti, perché avevamo strumenti di programmazione già adottati: il piano del commercio e il pianto urbano della mobilità sostenibile”, spiega il sindaco uscente de L’Aquila.

Avevamo il piano di transizione ecologica già avviato, prima ancora che diventasse un concetto ‘di moda’. Avevamo pianificato gli interventi sugli spazi e sugli edifici pubblici – aggiunge Biondi -, che ci ha consentito nel giro di sei mesi, da quando cioè è incominciata la programmazione del fondo europeo complementare sino a oggi, di ottenere oltre 180 milioni di euro di finanziamenti, cinque progetti finanziati con il Pnrr a bando, quindi abbiamo intercettato risorse importanti sulla rigenerazione urbana; ma abbiamo anche un finanziamento di sei milioni di euro per l’istituto comprensivo di Paganica. Ne abbiamo ottenuti altrettanti sulla rigenerazione urbana, sull’efficientamento degli edifici, sul rinnovo della flotta bus, sull’impiantistica sportiva e sulla viabilità. Ne abbiamo ottenuti altrettanti sul turismo, come il finanziamento dei cammini, il museo della Perdonanza, il rifinanziamento dell’anfiteatro davanti alla porta santa della basilica di Collemaggio. Ne abbiamo anche altri: penso, ad esempio, al finanziamento per il collegamento tra viale Rendina (in centro storico a ridosso della villa comunale, ndr) e il terminal bus di cui è soggetto attuatore il Consiglio regionale. E poi abbiamo i grandi progetti nazionali, come la scuola dei vigili del fuoco, quella della pubblica amministrazione e la sede del servizio civile universale”.

“IN 5 ANNI 50% IN PIÙ DI ARRIVI E PRESENZE”

“Prima del terremoto L’Aquila non era una città turistica, ma vi si concentravano degli eventi che attiravano persone. Oggi si è trasformata in una città turistica”, dichiara ancora Biondi.

“Alcuni dati nel periodo estivo ci indicano una crescita del 50% di arrivi e presenze e sono dati statistici raccolti sia dall’Istat, sia dall’osservatorio regionale che si occupa del turismo – spiega Biondi -. In alcuni casi siamo riusciti a destagionalizzare il turismo, perché già a primavera si iniziano a vedere i primi gruppi organizzati, i cui numeri ce li fornisce l’info point con tutti i passaggi; sia la nostra montagna, il Gran Sasso, dove anche abbiamo aperto un info point. Certo, bisogna fare ancora molto. Credo che la trasformazione dell’Aquila naturalmente generi una trasformazione della cultura dell’accoglienza, che dev’essere aperta, professionale, adeguata a un parterre di frequentatori dell’Aquila che, tra l’altro, conosce anche una seppur piccola internazionalizzazione”.

“PER L’OSPEDALE MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER PARCHEGGIO DA 600 POSTI”

“Il parcheggio dell’ospedale è uno dei nodi cruciali, che abbiamo affrontato anche con il direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila della quale è la competenza. C’è stata una manifestazione d’interesse per verificare la volontà di privati di costruire circa 600 nuovi posti auto realizzando un parcheggio multipiano”, spiega il sindaco uscente del capoluogo regionale abruzzese.

“Per quanto riguarda la città, invece, la carenza maggiore riguarda il centro cittadino: noi dobbiamo fare alcune cose, accompagnare un cambiamento di mentalità, per cui in centro storico non si arriva con le auto – spiega ancora il sindaco -. Ma per fare questo c’è la necessità di creare le condizioni a margine per parcheggiare. Dunque, con il collegamento meccanizzato che va dal terminal bus di Collemaggio sino a viale Rendina, unitamente alla riattivazione del tappeto mobile che dal terminal porta a piazza Duomo, che sono due progetti paralleli che sta gestendo come stazione appaltante il Consiglio regionale, si potrà dare piena utilizzazione ai circa 700 posti del megaparcheggio di Collemaggio. Abbiamo da tempo ormai avviato il progetto della navetta elettrica che accompagna gratuitamente in centro coloro che lasciano l’auto al terminal. E comunque devo dire che rispetto al nostro insediamento, quando avevamo circa tremila parcheggi, oggi ne abbiamo 4.500 parcheggi, quindi abbiamo un incremento quasi del 50%. Più la ricostruzione procede più il centro storico vive e c’è la necessità di parcheggiare. Una prima risposta la daremo con l’area di Porta Leoni: partiranno le demolizioni dopo lo sgombero degli alloggi Ater, poi la rimozione dell’amianto che ci permetterà di avere subito 100 posti auto; in seguito ci sarà un parcheggio multipiano interrato. Stiamo ragionando su altre zone d’interesse. Certo è – conclude Biondi – che gli aquilani e i visitatori dovranno abituarsi a camminare di più, utilizzando mezzi alternativi: prendiamo a modello le città europee”.

“SENZA UN ADEGUAMENTO DEI PREZZI SI RISCHIA LA PARALISI DELLA RICOSTRUZIONE”

“Nelle frazioni il processo della ricostruzione è avviato. Il numero delle pratiche istruite nelle frazioni ha superato quello del centro cittadino. C’è un nodo cruciale e generale che rischia di paralizzare la ricostruzione ed è l’adeguamento dei prezzi”. È l’allarme che lancia candidato del centrodestra alle amministrative del 12 giugno de L’Aquila, intervenendo a proposito della complessità della ricostruzione delle 49 frazioni aquilane a 13 anni dal terremoto.

Con gli indennizzi parametrati a 13 anni fa oggi le imprese non ce la fanno – aggiunge Biondi nel corso di una videointervista con l’agenzia Dire-. Non siamo più di fronte a palazzi vincolati, quindi con l’opportunità di maggiorare il contributo, ma si lavora quasi essenzialmente sulle frazioni. Ho scritto una lettera accorata al Governo per chiedere l’adozione di un Dpcm che consenta agli uffici speciali di adeguare i prezzi, come ha fatto il commissario Legnini per il sisma del Centro Italia. Gli altri nodi della ricostruzione derivano o dal mancato accordo tra i proprietari o dalla mancata consegna degli elaborati. Noi abbiamo circa mezzo miliardo di pratiche che se venissero consegnati i progetti esecutivi potrebbero partire immediatamente: stiamo facendo un’opera, diciamo, di ‘moral suation’ nei confronti dei proprietari e su gli immobili più critici interveniamo con i commissariamenti”.

“RICOSTRUZIONE PUBBLICA PRIGIONIERA DI NORME APPALTI”

“Il gap tra la ricostruzione pubblica e quella privata si recupera con una maggiore semplificazione nel campo degli appalti pubblici. È stata approvata proprio in queste ore la riforma del codice dei contratti, e vedremo con la delega del governo in sei mesi cosa uscirà”. Così Biondi spiega le difficoltà che incontra l’apertura dei cantieri della ricostruzione di palazzi, chiese, immobili pubblici a 13 anni dal terremoto.

“Abbiamo norme troppo farraginose, complesse. Troppi passaggi. Qualcosa è stato fatto ma non è sufficiente – aggiunge Biondi nel corso di una videointervista con l’agenzia Dire-. Purtroppo gli enti locali, dopo anni di destrutturazioni subìte da Governi di ogni colore, perché sembrava che il centro della spesa fossero i Comuni e invece è altrove, ha perso di professionalità, competenze e di risorse umane semplicemente in termini numerici. Oggi non è semplice recuperare quel gap; noi ci stiamo lavorando attraverso un piano delle assunzioni che oltre alle stabilizzazioni dovrebbe portare circa 90 nuove unità in organico. Nel frattempo alcuni ‘buchi neri’ del centro sono partiti: mi riferisco all’aggregato del cosiddetto ‘quarto cantone’, all’edificio della Camera di Commercio lungo il corso; all’ex liceo scientifico in via Majella. Poi il Comune ha un patrimonio immenso. Abbiamo programmato quasi tutta la ricostruzione pubblica, è evidente che, poi, alla programmazione segue anche l’attuazione che, però, sconta le difficoltà appena elencate”.

“PER LE SCUOLE È PRONTO UN PIANO DI RECUPERO”

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, candidato per la seconda volta per il centrodestra alle prossime amministrative, fa il punto sul recupero degli edifici scolastici all’Aquila. A 13 anni dal sisma sono soltanto due sinora le scuole restituite alla comunità.

“Abbiamo un piano di recupero delle scuole. Su nove edifici sono avviate le procedure, due sono in corso i lavori (il primo lotto della Pettino-Vetoio e Bagno); abbiamo affidato i lavori della Celestino V-Valle Pretara; abbiamo affidato i lavori per il polo scolastico unico della zona est (Gignano, Sant’Elia, Torretta)”, spiega il sindaco uscente. “Due scuole sono di competenze del Provveditorato (la scuola Giovanni XXIII e Mazzini) – chiarisce Biondi nel corso di una videointervista all’agenzia Dire-. Su quest’ultima siamo arrivati all’apertura delle buste; cinque scuole, invece, scontano dei ritardi non imputabili a noi. Ho consegnato un dossier sulle scuole proprio due giorni fa al sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso e lo stesso farà con il ministro Bianchi. Purtroppo gli organi intermedi che dovrebbero aiutarci a programmare anche la ricostruzione delle scuole – conclude – sembrano più interessato a individuare le ragioni dei ‘no’ piuttosto che a semplificarci la vita e a la strada amministrativa”.

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2022-05-26T18:13:23+02:00