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Balneari, intesa tra Governo e maggioranza: indennizzi rinviati ai decreti attuativi

Trovato un accordo sul tema delle spiagge, contenuto nel ddl Concorrenza: lunedì il testo sarà in aula al Senato

26-05-2022 18:59
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ROMA – Governo e maggioranza hanno trovato l’intesa sulle concessioni balneari. La questione degli indennizzi per gli imprenditori che perdono la concessione verrà regolata nei decreti delegati. Oggi, dunque, il ddl Concorrenza verrà approvato in commissione Industria al Senato e lunedì approderà in aula.

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MALPEZZI (PD): “BENE L’ACCORDO, AVANTI CON RIFORME PER PNRR”

“È importante aver trovato un accordo sulle concessioni balneari che consentirà di approvare in tempi rapidi il ddl Concorrenza. Il Pd ha lavorato fin dall’inizio per trovare una soluzione e dare al Paese delle riforme indispensabili per ottenere le risorse del Pnrr. Il Paese ha bisogno di stabilità, serietà e responsabilità. Abbiamo ancora tanto lavoro nei prossimi mesi, a partire dal decreto qui in Senato sulle norme Pnrr tra cui quelle riguardanti il mondo della scuola”. Lo dichiara in una nota la presidente dei senatori del Pd, Simona Malpezzi.

M5S: “RIFORMA NECESSARIA, ORA LOTTA AL CARO-OMBRELLONE”

“Dopo 16 anni dalla Direttiva Bolkestein la riforma delle concessioni balneari è oggi realtà. La riforma è in linea con le indicazioni delle massime Corti dello Stato, intervenute proprio perché le forze politiche negli anni non hanno saputo trovare un accordo. Accordo che oggi c’è proprio per la tenacia del MoVimento 5 Stelle che, tutelando tutti gli interessi in gioco, ha premuto affinché il compromesso non fosse al ribasso“. Lo dichiarano in una nota le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle e capogruppo in commissione Politiche Ue.

La proroga inserita di un anno non è generale e automatizzata come si è fatto negli anni precedenti – aggiungono dal M5S -, è limitata soltanto nel caso in cui, per compravate difficoltà, i Comuni riscontrino difficoltà nel fare le gare. Questo in ogni caso non incide sul disegno generale della riforma: occorre sottolineare che questa riforma deve portare alla parità di accesso per le imprese alla gestione del demanio, la valorizzazione degli investimenti certificati, la riduzione del costo degli ombrelloni e la tutela dell’accesso libero al mare. Adesso attendiamo i decreti attuativi, che dovranno essere emanati a fine anno, per cominciare già le gare nel 2023″, concludono i pentastellati.

FI-LEGA: “REGOLE SÌ MA A TUTELA DELLE NOSTRE IMPRESE”

“Sui balneari sono stati fatti passi in avanti che sbloccano la discussione del ddl Concorrenza. In particolare, per noi era fondamentale che venisse accolto, senza definizioni che ne limitassero la portata, il principio degli indennizzi per le imprese che dovessero perdere la concessione“. Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo al Senato di Forza Italia e Lega, Anna Maria Bernini e Massimiliano Romeo.

“È stata prevista anche la possibilità di tempi più lunghi rispetto alla scadenza di fine 2023 in caso di contenziosi o di oggettive difficoltà che si dovessero registrare sui territori – aggiungono Bernini e Romeo -. Altro aspetto su cui abbiamo lavorato è stato quello della definizione dei caratteri di premialità, fondati: sul riconoscimento dell’esperienza tecnica e professionale già acquisita; sulla natura dell’impresa: micro, piccola o a condizione familiare, che possa trarre dalla concessione l’unica fonte di reddito; sulla tutela dei lavoratori, promuovendone la stabilità e sulla promozione dell’imprenditoria giovanile e femminile”.

“Per tutelare il valore e l’attività delle imprese italiane, che rappresentano una risorsa fondamentale per il turismo e per l’economia del nostro Paese, occorre sì cancellare le furbizie, verificando il valore reale delle concessioni, ma vanno assolutamente evitate ingiustizie – spiegano i capigruppo di Fi e Lega a Palazzo Madama – Le imprese balneari rappresentano una specificità italiana e Lega e Forza e Italia continueranno a seguire l’iter del provvedimento e dei decreti delegati e anche negli anni a venire per tutelare il valore economico, occupazionale, imprenditoriale e sociale di questo patrimonio del nostro Paese“.

FASSINA (LEU): “ACCORDO C’È MA BOLKESTEIN RESTA DA CORREGGERE”

“Sulle concessioni balneari, la maggioranza con grande senso di responsabilità, dopo un faticoso confronto interno e con il Governo rappresentato con equilibrio dal viceministro Pichetto Fratin, ha raggiunto un accordo, ma la necessità di correggere la Direttiva Bolkestein rimane”. Lo afferma il deputato di Liberi e Uguali Stefano Fassina.

“È una Direttiva che, attraverso la liberalizzazione dei servizi in un mercato unico europeo squilibrato e attraverso i bandi, penalizza le piccole imprese e i lavoratori e le lavoratrici in esse occupati – osserva Fassina -. Non promuove la competizione tra le imprese, ma il dumping fiscale e sociale tra sistemi di welfare e condizioni di lavoro. Dopo 15 anni, la sua applicazione andrebbe valutata prima di essere estesa. Il Parlamento deve impegnare il Governo a promuoverne a Bruxelles la revisione”, conclude il deputato di LeU.

MELONI: “INTESA VERGOGNOSA E RIDICOLA”

“Quello raggiunto dalla maggioranza sulle concessioni balneari è un accordo ridicolo e vergognoso. Rimandare la questione degli indennizzi addirittura al Governo, con il rischio più che concreto che questi vengano fortemente osteggiati dalla Commissione europea e non vedano mai la luce, vuol dire lasciare totalmente senza tutele i concessionari attuali, che si vedranno in buona parte espropriate le loro aziende a favore delle multinazionali straniere”. Lo dichiara Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia.

“Anche perché – prosegue Meloni – il Governo ha già dimostrato chiaramente come la pensi sull’argomento, presentando un emendamento che recepisce la forzatura del Consiglio di Stato contro il potere legislativo del Parlamento e addirittura raccontando agli italiani che senza le aste delle concessioni balneari sarebbero saltati 19 miliardi di finanziamenti del Pnrr“.

“Da un Governo del genere, e dai decreti attuativi che è chiamato ad emanare – continua la leader di Fdi -, non ci aspettiamo altro che la mazzata definitiva a decine di migliaia di imprese che rappresentano un pezzo fondamentale del nostro turismo. Un tempo andava di moda l’esproprio proletario a vantaggio dello Stato. Ora lo Stato espropria i privati a vantaggio di altri privati, più grandi e più forti. Contro questo scempio Fratelli d’Italia continuerà a battersi in ogni sede”, conclude Meloni.

BERTI (M5S): “CON LA RIFORMA SI METTE FINE ALL’OLIGOPOLIO”

“Grazie all’impegno del MoVimento 5 Stelle nessun compromesso al ribasso: gare dal 2023, mappature e nessun diritto di prelazione. Le gare, infatti, potranno partire già dal 2023, quindi chi adesso racconta di aver rimandato il problema alla prossima legislatura sta prendendo in giro le categorie. La proroga al 2024 è solo per casi eccezionali e comprovati, non è più la norma come nei casi precedenti ove si regalavano proroghe automatiche e generalizzate. Questa riforma interrompe l’odiosa prassi delle ‘dinastie balneari’, tali per cui per diventare concessionari o si nasceva figli di concessionari o la si comprava da dei privati“. Così in una nota Francesco Berti, deputato del MoVimento 5 Stelle e capogruppo in commissione Politiche Ue.

“La procedura competitiva di assegnazione, così come chiesto dall’UE e dalle massime corti nazionali, valorizzerà il merito – aggiunge – . Chi ha fatto investimenti e ha lavorato rispettando la legge non ha niente da temere. Con questa riforma, finalmente si rompe un oligopolio di fatto che ha portato a un caro-ombrellone che non ha pari in Europa, così come certificato dalla ricerca Consumerismo, che riporta un aumento del 20% del costo medio di un ombrellone rispetto lo scorso anno. Con l’implementazione dei principi base della concorrenza, non solo abbasseremo il costo degli ombrelloni ma permetteremo a nuove generazioni di imprenditori di fare impresa su quello che è a tutti gli effetti un bene pubblico, dei cittadini” conclude Berti.

FIBA CONFESERCENTI: “TROVATO COMPROMESSO NON RISOLUTIVO”

“L’emendamento di maggioranza al ddl Concorrenza è una scelta di compromesso non risolutiva. Troppo poco per le imprese del comparto balneare che restano così in una grave situazione di incertezza”. La pensa così la Fiba Confesercenti secondo la quale alla fine “il Governo ha deciso di non decidere rimettendo nelle mani di futuri decreti legislativi le sorti del nostro settore. Non è sicuramente il provvedimento di cui avevamo bisogno. Avevamo chiesto invece un intervento equilibrato che prevedesse la mappatura delle spiagge, la possibilità di avere la prelazione a parità di offerta e il riconoscimento del valore degli investimenti e dell’avviamento”.
L’unica “nota positiva” è per la Fiba Confesercenti, “l’inserimento nel decreto degli indennizzi per i concessionari uscenti. Tuttavia, rimaniamo in un limbo di indeterminatezza insostenibile per le imprese e le famiglie. È doveroso garantire il tempo necessario per permettere al settore di organizzarsi: anticipare la scadenza delle concessioni dal 2033 al 2023 è stato un bel salto indietro, la nostra vita imprenditoriale è stata improvvisamente accorciata di dieci anni”. 

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2022-05-26T18:59:01+02:00