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Cuneo, dall’istituto Cillario-Ferrero una torta per Falcone

istituto Cillario Ferrero di Neive
Studenti pasticceri: "Per noi giudice simbolo di forza come l'albero di carrubo"
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CUNEO – “Abbiamo deciso di dedicare un dolce alla memoria del giudice Giovanni Falcone. Un dolce che abbiamo chiamato ‘Una lotta (in)finita…è solo questione di tempo’. Tra gli ingredienti utilizzati troviamo la farina di carrubo, albero che da sempre è simbolo della Sicilia, forte e robusto, che resiste alle intemperie e non si piega, un po’ com’era Giovanni Falcone. La torta è molto semplice, la sua forma è quella di una clessidra perché, come diceva proprio Falcone, la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha avuto un inizio e avrà una fine, e richiama anche il simbolo dell’infinito perché le sue idee rimarranno con noi per sempre“. A raccontare l’originale iniziativa sono i docenti dell’istituto superiore ‘Cillario-Ferrero’ di Neive (Cuneo), nel cuneese, che, con la classe 2I dell’indirizzo enogastronomico, hanno lavorato alla preparazione di questo dolce per commemorare idealmente tutte le vittime della strage di Capaci.

La classe ha aspettato di riunirsi in presenza per poter mettere le mani in pasta e infornare l’idea, condivisa già da settimane, con i docenti Rosario Torre (pasticceria), Claudio Marengo (italiano e storia), Ignazio Di Leonardo (diritto ed economia), Paola Varaldo (scienze degli alimenti) che, con alunni e alunne, hanno impostato un percorso di studio su Falcone, sulla storia della mafia e sui poteri dello stato.

Un progetto che, infatti, è molto più di una ricetta, come raccontano alla Dire proprio studenti e studentesse: “Falcone è stato un esempio di coraggio” dice Roberta Lungu spiegando cosa ha imparato. Le fa eco la compagna Arianna Cagno: “Andrebbero fatti molti incontri sulla sua vita e sul suo lavoro, Falcone ci insegna la determinazione e il valore della libertà”. “Per me il giudice è come un fico d’India che sopravvive nel deserto” commenta Flavio Alessandria. Chiaro il suo riferimento alle vessazioni e alle ingiustizie che Falcone ha sopportato in vita ma anche alla sua forza di scegliere chi diventare: “Lui non è diventato mafioso come altri suoi compagni di scuola, ciò significa che non per forza è il contesto a determinare chi sarai ma che, anzi, dipende soprattutto da te– aggiunge Flavio che poi indirizza il suo sguardo verso ‘casa’- la mafia non è solo al Sud ma anche nel nostro territorio”.

istituto Cillario-Ferrero torta per Falcone (2)

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