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VIDEO | A Roma blitz delle attiviste per la riapertura del consultorio di via Casilina, ma lo stabile è occupato

La riapertura del consultorio di via Casilina 711 era prevista per marzo 2020. Da quindici giorni, pero', lo stabile e' occupato da circa dieci persone piu' dieci famiglie in emergenza abitativa
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https://youtu.be/osIywWseR1w

ROMA – Le attiviste del Coordinamento delle assemblee delle donne dei consultori di Roma e del Lazio e di Non Una Di Meno-Roma tornano a chiedere la riapertura del consultorio di via Casilina 711 a Roma, prevista per marzo 2020 e bloccata a causa del lockdown. Circa una ventina di attiviste si sono date appuntamento per un’azione dimostrativa che si e’ svolta oggi pomeriggio davanti alla Casa della madre e del bambino del quartiere Centocelle, la prima in un consultorio con mascherine e distanze di sicurezza

Da quindici giorni, pero’, lo stabile e’ occupato da circa dieci persone piu’ dieci famiglie in emergenza abitativa, provenienti da altre occupazioni della Capitale. Tra loro anche una decina di bambini, di cui alcuni neonati. Una delegazione di occupanti ha, quindi, incontrato nel cortile dello stabile le attiviste, che hanno verificato lo stato degli spazi dedicati del consultorio, chiuso nel febbraio 2019 per lavori di ristrutturazione, terminati a settembre. 

Abbiamo occupato questo spazio per necessita’“, spiega all’agenzia di stampa Dire Gianni dello Zigo Zago occupato, com’e’ stata ribattezzata l’occupazione degli spazi dell’ex asilo nido dello stesso edificio, con entrata al civico 709. “Nessuna risposta e’ arrivata dal Comune sulle case popolari, la graduatoria non cammina e, quindi siamo stati costretti a occupare uno spazio abbandonato e in disuso. Alcuni hanno un lavoro precario, siamo quasi tutti disoccupati. Chiediamo un autorecupero dello spazio”, aggiunge Gianni, che con gli altri occupanti pensa a “miniresort per le famiglie disagiate” che conviva col consultorio e con “una piccola mensa per le colazioni piu’ una doccia per i senza tetto”.

Solidarieta’ alle famiglie occupanti e’ stata espressa dalle attiviste del Coordinamento e di Non Una Di Meno, che alla Dire ripercorrono le tappe che hanno portato alla mancata riapertura a marzo del consultorio. Dopo la ristrutturazione “a novembre la Asl Rm 2 ha fatto il sopralluogo dando l’agibilita’ per i locali del consultorio- spiega alla Dire Gabriella, dell’assemblea delle donne di Resede- Il 20 febbraio e’ stata approvata dal consiglio del V Municipio la mozione che diceva che si sarebbe fatta una Commissione tecnica con la Asl, i vigili del fuoco e noi del coordinamento per dare l’agibilita’ a tutto l’edificio. Questa commissione entro il 20 marzo avrebbe dovuto garantire la riapertura, ma e’ stato tutto bloccato dal lockdown“. Fondamentale, quindi, che gli spazi ora siano liberi per “fare in modo che la riapertura avvenga nel piu’ breve tempo possibile”. 

“Chiediamo la riapertura immediata del consultorio e di considerare le problematiche abitative delle famiglie che hanno occupato- dichiara Graziella, attivista del Coordinamento e di Nudm- La Asl deve rifare un sopralluogo e rendere agibile a brevissimo tempo il consultorio che deve riaprire come deve riaprire definitivamente quello di via Silveri”, su cui ad oggi pende un esposto delle associazioni alla Procura per la sua nuova dismissione avvenuta durante l’emergenza Covid dopo la riapertura di gennaio.

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