Basilicata, Osservatorio Mercure: “È tra le zone meno inquinate d’Europa”

I dati presentati arrivano il giorno dopo il lancio di una petizione promossa da Italia Nostra per bloccare le emissioni derivanti dalla copiosa attività di combustione del legname
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POTENZA – “La rete di monitoraggio della qualita’ dell’aria conferma che siamo in una delle zone meno inquinate d’Europa“. Lo ha detto il direttore dell’Osservatorio ambientale Valle del Mercure Giovanni Marsili, intervenendo all’assemblea dei soci sulla valutazione dell’impatto ambientale e sul monitoraggio della centrale a biomasse che si trova nel parco nazionale del Pollino, tra Calabria e Basilicata. Sulla salute della popolazione residente nei comuni potenzialmente interessati dalle emissioni riconducibili alla centrale a biomasse di Laino Borgo, per Roberto Pasetto e Maria Eleonora Soggiu dell’Istituto superiore della sanita’ non esisterebbero criticita’.

“Sulla base dei dati analizzati sia sul fronte della valutazione dell’aria per gli inquinanti riconducibili alle emissioni della centrale a biomasse, sia su quello dei profili di salute dell’insieme delle popolazioni dell’area d’interesse specifici per le cause associabili agli inquinanti selezionati – hanno precisato Pasetto e Soggiu – non emergono criticita’ tali da suggerire ulteriori approfondimenti con uno studio di valutazione di impatto sanitario dedicato”. I lavori dell’assemblea sono stati allargati anche ai rappresentanti delle Regioni Basilicata e Calabria, dell’Arpab e dell’Arpacal, ai consiglieri del direttivo del Parco nazionale del Pollino, delle associazioni, dei sindacati e dell’impresa. Si tratta solo di un’anticipazione: l’osservatorio fa sapere che il rapporto ambientale definitivo sara’ consegnato e presentato alla fine di luglio.

I dati presentati arrivano il giorno dopo il lancio di una petizione promossa da Italia Nostra, e sostenuta anche da Forum Ambientalista, Lipu, Mountain Wilderness e Pronatura, contro la centrale del Mercure nel Parco del Pollino. L’appello congiunto segue le numerose manifestazioni che si sono susseguite nel corso del tempo per sollecitare “la necessita’ di bloccare le emissioni derivanti dalla copiosa attivita’ di combustione del legname”.

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26 Maggio 2020
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