Leadership femminile, un percorso di studio promosso da Paola Binetti

Dai bollettini di guerra di questi giorni alla felicita'
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ROMA – Un percorso di studio e di analisi sul valore e le peculiarità della leadership femminile: le sfide, le trappole, il futuro, il rapporto con il materno, la felicità di ogni donna. Un progetto ambizioso, “trasversale e inclusivo” quello promosso dalla senatrice Paola Binetti che trae ispirazione anche dalle ultime vicende politiche, dalle task force al maschile, dai bollettini quotidiani che non hanno tenuto conto “di un approccio femminile che sarebbe stato meno da bollettino di guerra”. Un viaggio conoscitivo che ha visto riunite, per la prima volta, in un webinar, diverse donne del mondo accademico, delle Istituzioni, del sociale, docenti universitarie, esperte di diritto e psicologia che hanno gettato le basi di quello che diventerà un ‘viaggio’ culturale e politico al cuore del rapporto tra femminile e potere e che diventerà anche un libro, a firma della senatrice Paola Binetti, con introduzione della redazione DireDonne, nata proprio per dare voce e rappresentanza al pensiero femminile.

I TEMI AL CENTRO DEL WEBINAR

Tanti i punti di osservazione espressi nel corso del seminario, con la volontà di fondo di non seguire “paradigmi troppo orientati ideologicamente- come ha detto Paola Ricci, ordinaria di Filosofia morale a Messina- prigionieri di schemi precostituiti”. Può essere considerata proprio questa la mappa metodologica di questo viaggio inedito, che prova a scardinare alcuni ‘concetti’ che appaiono cronicizzati nel pensiero di genere e aspira a fondarsi su un’antropologia cristiana.

“Da tempo sto lavorando sul tema della leadership femminile e, complice il lockdown, ho buttato giù un testo. La sfida è nata anche dopo l’emarginazione delle donne dalle famose task force e il dibattito che ne è seguito in Aula su due mozioni: una di sinistra e una che preferisco definire di area cattolica. Molti luoghi comuni, molti pregiudizi, ma anche una domanda sospesa: cosa definisce in definitiva la leadership femminile'”. E’ questa in sintesi la sfida lanciata da Paola Binetti che ha aperto il dibattito a più voci. “Oscilliamo tra l’antico, in cui non essere madre era grave, ad un’epoca in cui è altrettanto tabù”, ha detto Mariolina Migliarese, neuropsichiatra e medica che ha sottolineato come “la maternità del femminile non sia solo la capacità generativa e il fare figli”.

L’equilibrio tra “il materno e l’erotico” come lo ha definito Migliarese, intendendo l’erotico come “autorealizzazione”, è la vera sfida della leadership femminile e forse anche la causa di una vera e propria “sofferenza” delle donne oggi, come l’ha definita Mariagrazia Melfi, della Direzione collegi universitari di merito della Fondazione Rui, che ha attinto dalla sua esperienza quotidiana con tante giovani, lanciando la proposta di ripartire dalla “relazione uomo-donna e dalla leadership maschile. Per questo invece di conciliazione- ha detto- parliamo di integrazione”. 

LE CRITICITA’ IN AMBITO LAVORATIVO

Sul piano delle criticità e dei nodi irrisolti in ambito lavorativo, sui quali ragionare e agire, un contributo netto quello di Angela Lombardi, presidente della Fondazione Lello Lombardi, che ha sottolineato come “il part time di fatto precluda la possibilità di acquisire ruoli di maggiore responsabilità, mentre per lo smart working sta emergendo il diritto alla disconnessione: gestire il tempo di lavoro in modo ben programmato. Chi pianifica il lavoro spesso non è in grado di farlo” e questo colpisce principalmente le donne. “Una penalizzazione è anche quella della mancanza da parte delle donne di fare squadra“, ha evidenziato Grazia Maria Mantelli, avvocata del Libero Foro, che è anche nella giuria del premio Pavoncella dedicato alla creatività femminile. Invidia, sorellanza, solidarietà hanno attraversato la riflessione, puntando alla scommessa di investire sulla “capacità solidale” tra le donne e l'”idea di potere orizzontale, un potere non solo verticale e inteso come dominio”, ha specificato la filosofa Ricci.

IL DIALOGO CON I FEMMINISTI STORICI

Il dialogo con i femminismi storici è un altro ineludibile aspetto di questa riflessione proposta dalla senatrice Paola Binetti e secondo Maria Teresa Russo, professoressa di filosofia morela e bioetica a Roma Tre, che ha visto nella “critica della mercificazione del corpo femminile e della maternità surrogata, un terreno di incontro con le femministe”. Ha parlato di “leadership anche in casa, un ambiente domestico riportato in auge da questo tempo di clausura che ha fatto riscoprire la famiglia, questo l’esito nella metà delle risposte del sondaggio somministrato alle studentesse del Dipartimento. La donna- ha detto Russo- è arrivata in tanti posti, ma c’è un declino della felicità femminile”. E ancora “il materno buono, come capacità di valorizzare le competenze e l’alterità, non il materno sacrificale” ha ricordato ancora Migliarese, indagando i nessi con la stessa capacità di leadership e ritornando al punto per cui “materno non è solo fare bambini”.

La distanza fisica è diventata sociale” ha segnalato la senatrice Binetti come frase simbolo di un approccio maschile alla complessità dell’emergenza Covid19: “Qualsiasi donna- ha puntualizzato- avrebbe messo al centro la concretezza del quotidiano e la relazione”: una fotografia che motiva ancor di più l’urgenza di un ragionamento sul potere al femminile. “Ma le donne, di fondo, hanno un problema con il potere?” è la domanda provocatoria lanciata da DireDonne. Hanno partecipato anche Nicoletta Barbato, che ha “iniziato a fare politica a 23 anni, a capo di un movimento giovanile”; Maria Angeles Vitoria, professoressa associata di Filosofia della natura presso la Pontificia Università della Santa Croce che ha sottolineato il valore rivoluzionario che può portare una leadership al femminile; Maria Cinque, professoressa associata di didattica e pedagogia speciale che ha concluso l’intensa ora di confronto portando anche la sua esperienza di docente.

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26 Maggio 2020
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