Gli imprenditori dei matrimoni vestiti a lutto in protesta davanti alla Regione Lombardia

protesta lavoratori matrimoni regione lombardia
Circa 150 professionisti del wedding ed eventi privati si sono trovati in presidio per chiedere la ripartenza immediata del settore, l'ampliamento del fondo per le imprese ed un'accelerazione nella liquidazione dei ristori
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

di Nicolò Rubeis

MILANO – “Il governo ha indicato date per ogni tipo di attività, ma non per i matrimoni e gli eventi privati”. Con queste parole Lori Ciufo, capodelegazione dell’associazione Federmep in Lombardia commenta il presidio davanti alla Regione dei circa 150 professionisti del settore matrimoni ed eventi privati, riuniti per protestare contro la mancata indicazione di una data per la ripresa delle attività. Una manifestazione, organizzata in contemporanea con Roma e con gli altri 11 capoluoghi lombardi da Unanime (la confederazione delle associazioni di categoria del settore matrimoni ed eventi, come FederMep e Assoeventi) e da Feu (Filiera Eventi Unita). Per partecipare bisognava vestirsi di nero, in antitesi con il bianco tipico delle cerimonie. Un abbigliamento più ‘da funerale‘ che da matrimonio dunque, a simboleggiare il disagio delle imprese che puntavano sui mesi estivi per la tanto agognata ripartenza.

In Italia sono 50.000 le aziende coinvolte (10.000 in Lombardia), con un indotto secondario annuale stimato intorno ai 25 miliardi di euro (il fatturato lombardo raggiungeva mediamente i 5 miliardi di euro) e 450.000 lavoratori tra fissi e stagionali su tutto il Paese. Per Ciufo la decisione di rinviare la ripresa delle attività è “incomprensibile” e rischia “di bruciare la stagione estiva, dopo 14 mesi di inattività”. Ancor più incomprensibile, per Ciufo, è il fatto “che non è stato preso in considerazione il protocollo per la ripartenza che abbiamo consegnato alla Conferenza delle Regioni”. Da qui nasce il presidio di oggi, finalizzato a sollecitare il presidente Attilio Fontana a raccogliere le preoccupazioni del comparto dei matrimoni.

Tre le richieste principali sul tavolo: ripartenza immediata per gli eventi privati, l’ampliamento del fondo per le imprese del settore istituito dal dl Sostegni e un’accelerazione nella liquidazione dei ristori. E sullo sfondo anche una ‘class action’ per il risarcimento dei danni subiti. Il documento contenente le istanze degli operatori è stato consegnato oggi da Ciufo al presidente della commissione lombarda Attività Produttive, il leghista Gianmarco Senna.

LEGGI ANCHE: Il sindaco di Milano contro chi grida agli assembramenti: “Liti banali”

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»