Superlega, Gravina: “Le squadre che aderiranno saranno escluse dal campionato”

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Il presidente della Figc aggiunge: "Maggiori introiti non rendono le società più sane"
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ROMA – “Chi perpetua nel voler partecipare alla Superlega incorrerà in sanzioni, inclusa l’eliminazione dal campionato”. Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina, dopo il Consiglio federale che ha elaborato, fra gli altri punti all’ordine del giorno, la contromossa alla Super League europea, cui avevano aderito Juventus, Milan e Inter.

La Figc intende affrontare i club ‘ribelli’ su due fronti. Innanzitutto c’è la questione finanziaria, con società sempre più indebitate che ora però dovranno pensare anche alla sostenibilità dei propri bilanci. “Florentino Perez (presidente del Real Madrid e ideatore della Superlega, ndr) vuole maggiori ricavi. Ma i maggiori introiti non rendono società sane. Per questo è stato approvato- afferma Gravina- l’aggiornamento al Manuale delle Licenze Nazionali, introducendo un tetto dell’80% nel rapporto fra costi e ricavi. Questo non significa bloccare il mercato, ma chi vuole spendere di più deve presentare delle garanzie”.

Sul fronte delle sanzioni alle società invece Gravina ha dichiarato: “Abbiamo modificato l’articolo 1 comma 5 lettera C e l’articolo 2 comma 1 dello Statuto federale. Questa modifica impegna le società a non partecipare a competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute da Fifa, Uefa e Figc. In caso di dichiarazioni mendaci, decade l’affiliazione alla Federazione”. Ancora il presidente della Figc: “Mi ha sorpreso il comportamento di Boris Johnson (primo ministro britannico, ndr) che si è rivolto ai tifosi, i quali hanno raccolto l’appello. Nel nostro Paese il consumatore finale è tenuto ai margini, è un sincronismo che funziona poco ed è necessaria una rivoluzione a riguardo”.

Per quanto riguarda invece la riforma della serie A, Gravina si è detto “favorevole alla proposta dei play-off”, con la Premier League che, spera Gravina, “possa essere un trampolino di lancio per una riforma che possa coinvolgere tutte le parti in gioco”.

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