Magi (Omceo): “Tamponi salivari nelle scuole auspicabili, ma aspettiamo i risultati della sperimentazione”

antonio magi
Il presidente dell’Ordine dei medici di Roma concorda sull'utilità dei cosiddetti 'lecca lecca', meno invasivi e traumatici, ma i primi test allo Spallanzani non diedero risultati positivi
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ROMA – “Bisognerebbe trovare la soluzione più semplice possibile, che dia più garanzie possibili di tranquillità a studenti e insegnanti”. Lo ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato dall’agenzia Dire in merito al rientro nelle classi degli studenti dei liceali e all’idea dei tamponi salivari. “Naturalmente è necessario seguire le norme di distanziamento- prosegue Magi- tenere la mascherina e ora, visto che la stagione lo permette, magari fare le lezioni all’aperto. Mi rendo conto che non sarebbe così facile, ma bisogna cercare di portare a termine quest’anno scolastico un po’ disastrato…”.

La Lombardia, intanto, ha dato il via libera ai test salivari nelle scuole a partire da maggio. Ma possono essere davvero utili per monitorare il Covid tra i banchi? “Potrebbero essere utili– risponde Magi- ma aspettiamo di vedere i risultati di questa ‘sperimentazione‘, bisogna vedere quanto siano efficaci o meno, quanti falsi negativi o falsi positivi possono dare. Diciamo che la Lombardia potrebbe essere un’area di test importante, per poi usarli su tutto il territorio nazionale”.

Nel Lazio una prima sperimentazione sui test salivari è stata fatta dallo Spallanzani di Roma ad ottobre, ma l’Istituto per le Malattie Infettive ha fatto sapere che tali test “non sono sufficientemente performanti, poiché hanno una sensibilità inferiore al 20%”. Secondo il presidente dei camici bianchi capitolini, ad ogni modo, i test salivari nelle scuole sarebbero “auspicabili perché sicuramente meno invasivi e traumatici dei tamponi, soprattutto per bambini e ragazzi. Il tampone non è una ‘passeggiata di salute’- dice Magi- e sarebbe poco agevole farne uno ogni volta che si deve entrare a scuola. Certo è che, con gli istituti aperti, sarebbe importantissimo avere un tracciamento di chi entra e chi esce”, conclude.

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