Turchia, ‘Ragazze di Istanbul’: martedì 27 aprile il webinar della ‘Dire’

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Per esplorare il tema l'agenzia di stampa Dire organizza martedì 27 aprile, alle 16, il webinar 'Ragazze di Istanbul - Lottano contro femminicidi e violenze. E per l'università'
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ROMA – Il “sofagate”, la “poltrona negata” alla presidente Ursula von der Leyen durante un vertice ad Ankara, e le parole sul presidente Recep Tayyip Erdogan “dittatore” hanno riportato di recente la Turchia al centro dell’attenzione dei media internazionali. Ma il problema delle libertà fondamentali e della discriminazione di genere nel Paese si limita a questo? Secondo We Will Stop Femicide, osservatorio turco sulle violenze contro le donne, nel 2019 ben 474 donne sono state uccise – più di una al giorno – mentre dall’inizio della pandemia di Covid-19 in media sono state assassinate tra le 16 e le 36 donne al mese, 28 nel marzo scorso.

I movimenti della società civile hanno risposto con sit-in e marce di protesta, divenuti più frequenti dopo la recente decisione di Ankara di uscire dalla Convenzione di Istanbul, che impegna gli Stati a prevenire le violenze contro le donne. A spingere sempre più giovani a manifestare in strada, anche tentativi di “controllo” governativo sul mondo accademico, come quello denunciato dagli studenti dell’Università del Bosforo. E nelle marce, di nuovo, sono state segnalate violenze anche contro ragazze nonché arresti e detenzioni.

Per esplorare il tema l’agenzia di stampa Dire organizza martedì 27 aprile, alle 16, il webinar ‘Ragazze di Istanbul – Lottano contro femminicidi e violenze. E per l’università’. A portare la loro testimonianza la studentessa e attivista Hakal Korkmaz e Silan Ekinci, rappresentante dell’Ufficio di informazione dei Curdi in Italia (Uiki Onlus). Con loro interverrà Lia Quartapelle, deputata del Partito democratico e membro della Commissione affari esteri della Camera. A moderare Alessandra Fabbretti, giornalista della Dire. Il webinar sarà trasmesso sulla pagina Facebook dell’agenzia.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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