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Holyart, dove si incontrano Jeff Bezos e Madre Teresa

E' nata a Reggio Emilia l'Amazon degli oggetti di culto
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REGGIO EMILIA – Cosa hanno in comune Jeff Bezos e Madre Teresa di Calcutta? La risposta è in un magazzino di cinquemila metri quadri a Reggio Emilia, di proprietà della Holyart la società italiana che, dopo essere diventata leader mondiale nella vendita online di articoli religiosi, è stata ribattezzata l’Amazon degli oggetti di culto. Qui fra statue votive, ostie da consacrare, rosari e calici da messa si trovano anche le gigantografie di Jeff Bezos, Bill Gates, Mark Zuckerberg e Steve Jobs.

“Le foto al piano terra? Non bisogna stupirsi- ha sottolineato Stefano Zanni, amministratore delegato della società- anche se vendiamo articoli religiosi, bisogna stare nel mondo. Le immagini di Padre Pio, papa Wojtyla, Madre Teresa e don Bosco sono dove meritano: al piano di sopra”.

Un fatturato in crescita a doppia cifra dal 2007, anno di nascita, che nel 2018 ha toccato quota sei milioni di euro con 70mila pacchi spediti in 110 Paesi nel mondo, quaranta mila articoli, duecento artigiani italiani tra i fornitori, trenta dipendenti e l’obiettivo di raggiungere quota 10 milioni di fatturato entro il 2020. Sono questi i numeri di una realtà nata quasi per scommessa.

“Gabriele” Guatteri, l’altro socio, “aveva un negozio fotografico con un reparto di articoli religiosi qui nel Reggiano- ha ricordato Zanni- Quando cessò l’attività mi chiese che cosa fare delle cose nel magazzino. Allora lavoravo nella consulenza d’impresa e insegnavo alla Profingest, la business school fondata da Romano Prodi a Bologna. Vendiamole su Internet, risposi. In Italia non c’era ancora Amazon e sapevamo poco di e-commerce: ci siamo fatti fare il sito e abbiamo cominciato”.

L’avvio è stato in stile Silicon valley “siamo partiti in due garage a Sassuolo- ha continuato l’a.d. Holyart- lavorando fuori orario, di notte. Volevamo arrivare a 100 mila euro in tre anni e poi chiudere. Invece ci siamo innamorati di quest’idea e abbiamo continuato”.

Ogni articolo viene fotografato da Guatteri, l’altro fondatore, nello studio professionale interno e poi messo in rete. Per i clienti meno avvezzi al web è stata predisposta anche un’assistenza telefonica per seguirli passo passo, c’è anche un call center che copre sei lingue. A tutto il resto pensano i trenta dipendenti da tutto il mondo “ci sono ragazzi dalla Francia, dalla Polonia, dal Ghana, dal Kenya, ma anche dagli Usa e dal Sudamerica”- ha concluso Zanni- perchè “se devi vendere al mondo, il mondo deve far parte di te”.

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