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Liverpool, il processo ai tifosi della AS Roma rinviato al 24 maggio

Accusa declassata da tentato omicidio a lesioni gravissime mentre Sean Cox, il tifoso del Liverpool aggredito, lotta tra la vita e la morte
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ROMA – “Non si è trattato di un pestaggio” e l’accusa “non è tentato omicidio ma lesioni gravissime per un ragazzo e ‘violent disorder’ per un altro”. A spiegarlo in una nota pubblicata su Facebook l’avvocato Lorenzo Contucci, che ha incaricato lo studio legale inglese ‘Football Law Associates‘ di seguire il caso dei due tifosi arrestati per l’aggressione a Sean Cox, il tifoso irlandese rimasto vittima di un attacco da parte di alcuni sostenitori giallorossi nel prepartita di Liverpool-Roma: al momento è in coma con gravi danni cerebrali.

Contucci, con un post su Facebook, ha così fatto il punto della situazione “su dati di fatto reali“.

Secondo il legale “non si è trattato di un pestaggio”, l’accusa “non è tentato omicidio ma lesioni gravissime per un ragazzo e ‘violent disorder’ per un altro”.

Mentre “per ora è stato negato – immagino perché stranieri – il rilascio su cauzione” e il processo “è stato rinviato al 24 maggio 2018, e fino a quel momento i ragazzi resteranno in custodia”.

Contucci ha poi voluto spiegare cosa prevede il reato di lesioni gravissime in Gran Bretagna: “pene differenti a seconda che siano state intenzionalmente causate ovvero – come mi sembra nel caso di specie – siano state provocate non del tutto volontariamente. Esempio: se ci si accanisce in venti contro uno e per questo si provocano gravissime lesioni è un conto, se si dà un pugno ad un altro e questi cade sbattendo la testa provocandosi serie lesioni è un altro”.

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