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Cibo, una petizione online per difendere il ‘guru’ Pianesi: “E’ un benefattore”

E' stata lanciata online su Change.org e in due settimane ha raccolto quasi 2.500 adesioni
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BOLOGNA – “Una vergognosa e superficiale gogna mediatica“. Un personaggio che nella sua vita ha fatto tanto bene (e per questo ha ricevuto riconoscimenti di ogni tipo) che è stata “ridicolizzata”, bollando la sua associazione come “una psico-setta di creduloni e delinquenti, del tutto lontana dalla scienza”. Sono alcuni passaggi della petizione lanciata online su Change.org a difesa di Mario Pianesi, il ‘maestro’ del macrobiotico (fondatore della catena Upm, Un punto macrobiotico) che un mese e mezzo fa è stato travolto dall’inchiesta della Procura di Ancona e Forlì, che hanno chiuso le indagini su di lui (e sulla sua organizzazione) accusandolo di aver messo in piedi un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di vari gravi reati, dall’evasione fiscale alla riduzione in schiavitù ai maltrattamenti.

La petizione per difendere il suo operato è online da due settimane e ha raccolto (ad oggi) 2.378 firme. “Questa petizione- scrive Alessandro Petrillo che l’ha lanciata- è stata creata perché molte persone che conoscono Upm non si sentono parte di una psico-setta bensì hanno trovato un’associazione che si occupa seriamente di alimentazione sana e progetti concreti per l’ambiente. Si getta fango su chi cerca di costruire qualcosa di diverso, in una società nella quale sembra spesso difficile distinguere ciò che è di valore da ciò che è solo una moda passeggera. Gli organi di informazione devono fare il loro dovere dando un quadro completo e non parziale dell’argomento che stanno trattando”.

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A sostegno della bontà dell’operato di Pianesi, scrivono i sostenitori, “non è stato detto nulla o poco sulla pubblicazione della dieta di Pianesi nella prestigiosa rivista scientifica Nature, riguardo la cura del diabete”. Così come è stato ignorato “un altro studio in collaborazione con l’Università di Bologna ha riguardato la disbiosi nel microbiota intestinale”, i “risultati positivi della dieta Ma-Pi pubblicati sul British Journal of Nutrition” e le 11 pubblicazioni scientifiche che coinvolgono Pianesi sul sito Pubmed. In calce alla petizione, avvisano i pro-Pianesi, ci sono “tutti i link che provano quello che stiamo sostenendo”.

E, se “la prima grave omissione” riguarda la scientificità dei suoi studi, l’altro “particolare di non poca importanza” che i media non hanno riferito è il fatto che tra i denuncianti c’è una coppia che ha avuto problemi con l’associazione e alla fine ne è stata espulsa (e l’uomo, di nome Mauro Garbuglia, informano, è a processo per alcuni atti commessi quando lavorava per l’associazione).

Cosa ha fatto di buono Pianesi? Molte cose, è spiegato lungamente nella petizione, a partire dalla “etichetta trasparente” per gli alimenti (su cui non ha messo copyright), fino alla filiera di prodotti “ultracontrollati”, in vendita nei punti dell’associazione. Ha fatto piantare alberi in tanti Comuni con il progetto ‘Un bosco per la città’, ha “fermato la desertificazione” di una zona della Mongolia e ha avuto una lettera di ringraziamento anche da Fidel Castro, che con la sua dieta ha migliorato la propria salute. “Moltissimi associati possono testimoniare dei lati positivi nel seguire questa dieta”, si legge ancora nel documento.

Pianesi in cerca di profitto? I sostenitori non ci stanno: “Si sarebbe potuto arricchire con un ristorante ‘naturale’ di altro genere, facendo pagare molto i piatti e i corsi di cucina, invece ha proposto un piatto semplice ma poco costoso, con sconti a certe categorie come studenti e pensionati, con corsi di cucina quasi gratis (tipo 13 euro a lezione pasto compreso)”. Insomma, per tutti i firmatari di questa petizione (che aumentano di giorno in giorno e veleggiano ormai verso le 2.500), la figura di Pianesi è quella di un “benefattore”, ed è per questo che “ha ricevuto ben due riconoscimenti dal Presidente della Repubblica, oltre a circa 180 riconoscimenti in varie parti del mondo“, così come è per questo che “circa 90.000 persone seguono le attività di questa associazione”.

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