Da gennaio a Bologna boom di decessi, anche più dell’anno record

Da inizio anno sono deceduti 640 uomini e 810 donne
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BOLOGNA – Torna a impennarsi la mortalità a Bologna: da gennaio a marzo sono decedute 1.450 persone, cioè 246 in più rispetto al primo trimestre 2016, il che vuol dire un aumento del 20,4%. E non è poco: l’ufficio statistico del Comune di Bologna, analizzando i numeri, si è accorto che si è davanti ad un “nuovo repentino aumento che riporta la mortalità a livelli addirittura superiori a quelli registrati nell’anno record 2015 quando nel primo trimestre morirono 1.426 persone”. Solo nel 2012 se ne ebbero di più: 1.479 decessi. L’analisi dell’ufficio Statistico di Palazzo D’Accursio, pubblicata online pochi giorni fa, dice che a livello mensile l’aumento più rilevante, un +50,6%, si è toccato a gennaio. Ma anche a marzo c’è stato un aumento giudicato “significativo”: +10,9%. “La forte crescita della mortalità ha riguardato entrambi i sessi”, dicono ancora dal Comune: sono deceduti 640 uomini (+122 decessi; +23,6% rispetto allo stesso periodo del 2016) e si contano complessivamente 810 morti femminili (+124 unità, +18,1%).

In aumento, poi, è soprattutto la mortalità tra gli anziani, in particolare tra gli ultraottantenni cresce del 23,1% tra le donne e del 32% tra gli uomini. Analizza il Comune: “La maggiore longevità delle donne determina una maggiore presenza femminile nella popolazione anziana residente e di conseguenza anche il numero delle decedute in valore assoluto risulta più elevato rispetto a quello dei maschi”. In termini assoluti l’aumento più rilevante riguarda infatti le decedute ultraottantenni, che passano da 523 a 644 (+121 unità); “da segnalare”, aggiunge il Comune, che la crescita dei decessi non ha riguardato le donne tra i 65 e 79 anni. Percentualmente sono i maschi che hanno superato gli 80 anni a mostrare l’incremento maggiore di mortalità, in quanto il numero dei deceduti è cresciuto di quasi un terzo (+32%; +103 deceduti). Più contenuto (anche se a doppia cifra) l’aumento tra i maschi nella fascia 65-79 anni (+12,6%).

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