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L’Emilia-Romagna cerca medici e pediatri, 445 posti vacanti

In molti casi a rimanere scoperte sono le zone di montagna (per le quali i medici prendono un'indennità) o di pianura
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BOLOGNA – Dottori di famiglia, pediatri, medici per l’emergenza o la continuità assistenziale. In tutto sono 445 i posti vacanti in Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, che la Regione sta cercando di coprire. La settimana scorsa, sul Bollettino ufficiale, sono stati pubblicati quattro avvisi pubblici che riguardano appunto gli “ambiti territoriali carenti di assistenza primaria e pediatri di libera scelta”, oltre agli “incarichi vacanti di continuità assistenziale e di emergenza sanitaria territoriale”, per il primo semestre 2017. In molti casi, si tratta di zone di montagna (per alcuni delle quali viene corrisposta anche l’indennità di zona disagiata) o di pianura. Il termine di presentazione della domanda è il 18 maggio, le assegnazioni saranno fatte a metà luglio. Per i pediatri le richieste vanno inviate all’Ausl di Bologna, mentre per le altre categorie le domande devono essere spedite all’Ausl di Imola. Le due aziende, infatti, gestiranno le procedure di assegnazione degli incarichi anche per conto delle altre Ausl della regione. Per quanto riguarda i pediatri, gli ambiti territoriali carenti sono in tutto 27: quattro a Piacenza; tre a Parma; uno a Castelnuovo ne’ Monti, nel reggiano; otto a Modena; sei a Bologna e uno a Imola; uno a Ferrara e tre in Romagna.

Sono invece 90 i posti vacanti per i medici di famiglia: 14 a Piacenza; 19 a Parma; 18 a Reggio Emilia; nove a Modena; 13 a Bologna e uno a Imola; due a Ferrara; 14 in Romagna. Decisamente sguarnita è invece la truppa dei medici di continuità assistenziale (l’ex guardia medica). Ne mancano 305 in tutta l’Emilia-Romagna e in particolare: 39 a Piacenza; 42 a Parma; 78 a Reggio Emilia; 44 a Modena; 13 a Bologna e uno a Imola; 44 a Ferrara; 44 in Romagna. Infine, gli incarichi vacanti per i medici di emergenza sono 23 in tutto e limitati alle Ausl di Reggio Emilia (sei), Modena (sette), Bologna (sei) e della Romagna quattro).

La situazione preoccupa anche l’Ordine dei medici di Bologna, che nel suo ultimo bollettino, in un editoriale firmato dal consigliere Alessandro Nobili, segnala il problema della programmazione del numero dei medici di medicina generale da parte della Regione. Tra cure primarie, continuità assistenziale ed emergenza, sostiene l’Ordine “sono rimasti vacanti più di 250 posti, banditi ma non coperti non per mancanza di medici, bensì di medici provvisti del requisito indispensabile: il corso triennale in medicina generale della Regione“. Il risultato è che “moltissime funzioni continuano a essere provvisoriamente e precariamente coperte da medici che, non avendo la qualifica legale, devono accontentarsi di incarichi temporanei- segnala l’Ordine- nonostante abbiano maturato anche migliaia di ore di assistenza. Non si tratta di un mero aspetto sindacale”, perchè “a nessuno può sfuggire il negativo impatto che questo fenomeno inevitabilmente avrà sulla qualità dell’assistenza fornita ai cittadini”. Un allarme simile era stato lanciato, oltre un mese fa, anche da Fabio Maria Vespa, segretario regionale della Fimmg, la sigla sindacale dei medici di base. “I medici formati per fare il medico di famiglia sono non più di 70 ogni anno in regione- sosteneva Vespa- e non possono sostituire quelli che vanno in pensione“.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

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