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Usa, sfida a Trump: sospeso decreto sulle città-santuario

ROMA - Un giudice californiano ha bloccato l'ordine
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ROMA – Un giudice californiano ha bloccato l’ordine esecutivo con cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump voleva sospendere i fondi federali per le cosiddette ‘città santuario’ che accolgono e offrono protezione ai migranti. “I fondi federali che non hanno nessuna relazione significativa con l’applicazione di politiche migratorie non possono essere messi a rischio solo perché una giurisdizione sceglie di mettere in atto una strategia sulla politica migratoria che il presidente non approva”. Così la sentenza di William Orrick, che ha valore su tutto il territorio della California.

La contea di Santa Clara, un esempio di queste città che si sono impegnate per proteggere i loro abitanti sans papiers, riconoscendo loro la residenza e tutti i diritti ad essa legati, ha salutato ufficialmente la sentenza come “storica”.  Secondo le autorità di Santa Clara, la contea potrebbe perdere circa 1,7 miliardi di dollari a causa dell’ordinanza di Trump. Ancora maggiore sarebbe il danno economico per la municipalità di San Francisco, che riceve circa due miliardi di dollari all’anno. Il decreto governativo intendeva in particolare colpire le forze dell’ordine locali la cooperazione con la polizia locale sull’immigrazione.

Decine di città e governi si sono uniti al movimento dei “santuari” tra cui New York, Los Angeles e Chicago. “9th circuit go bananas”, ovvero “Il nono circuito della corte d’appello dà i numeri” è il commento del capo di gabinetto della Casa Bianca, Reince Priebus, secondo cui in futuro la sentenza potrebbe essere ribaltata.
L’amministrazione Trump aveva già subito una sconfitta quando due giudici federali avevano sospeso l’ordine esecutivo che impediva ai cittadini di diversi paesi musulmani di viaggiare negli Stati Uniti.

E oggi la consulente del presidente americano, Kellyanne Conway, ha confermato all’emittente ‘Fox News’ che i fondi per la costruzione del muro alla frontiera con il Messico non rientreranno nella legge di bilancio che dovrebbe essere votata questo fine settimana. La decisione arriva dopo che l’opposizione aveva minacciato di bloccare il disegno di legge nel caso in cui i costi del muro- che supererebbero i 66 miliardi di dollari- fossero stati inseriti nel budget.

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