ROMA – Sono in calo nel 2025 in Italia i casi di epatite B e C, mentre crescono l’epatite E e soprattutto la A. Lo affermano i dati del bollettino della sorveglianza Seieva pubblicato oggi, che contiene un focus anche sull’andamento del focolaio di epatite A in corso soprattutto nella regione Campania. Il Seieva, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, affianca la Sorveglianza delle Malattie Infettive (Premal) del Ministero della Salute, approfondendo gli aspetti epidemiologici delle infezioni acute da epatite virale, in Italia.
Nel 2025 si è osservato un numero di casi di epatite A in aumento rispetto all’anno precedente: sono stati infatti notificati 631 casi rispetto a 443. Nel corso del 2025, il picco di casi è stato raggiunto nel mese di settembre, con 89 segnalazioni, dopo di che si è osservato un leggero calo fino a dicembre. Nei primi 3 mesi del 2026, si osserva un ulteriore rialzo dei casi notificati, con un picco massimo osservato a marzo, mese nel quale 160 casi hanno riportato l’esordio dei sintomi (dato non consolidato). L’analisi dei fattori di rischio riportati dai casi evidenzia come l’innalzamento dei casi osservato nel 2026 sia sostenuto prevalentemente dal consumo di frutti di mare: 262 casi nei primi 3 mesi 2026 riportano questa esposizione, rispetto a 43 casi nello stesso periodo del 2024. Un ulteriore fattore che si evidenzia dai dati è l’innalzamento dei casi legati alla trasmissione sessuale negli uomini che fanno sesso con uomini (men who have sex with men – MSM), aumento evidente soprattutto nel 2025 (101 casi nel 2025, 23,1% dei casi, e 26 tra gennaio e marzo 2026, 11,1%). La situazione epidemica descritta è alimentata soprattutto dai picchi registrati in 3 regioni: Lazio, Campania e Puglia.
Nelle ultime settimane si sta registrando un incremento dei casi di epatite A soprattutto nella regione Campania (110 casi totali dall’inizio dell’anno al 17 marzo). L’Istituto Superiore di Sanità partecipa attivamente alle attività di risposta e mitigazione attraverso i Centri e i Dipartimenti coinvolti (Malattie Infettive, Sicurezza Alimentare, Centro Nazionale di Salute Globale, Centro nazionale Sicurezza delle Acque). Il ministero della Salute ha istituito un Gruppo di lavoro che include l’Ufficio 2 Dgeme e l’Ufficio 8 Dgisa del ministero della salute, l’Istituto Superiore di Sanità, i Servizi di prevenzione, di epidemiologia e sicurezza alimentare delle Regioni Lazio, Campania, Puglia, Lombardia e IZS Mezzogiorno.







