Girano finto reportage sulla ‘ndrangheta in Lombardia e lo vendono a Discovery

CENTRO DI MILANO SEMI DESERTO
Un pregiudicato 53enne italiano e i tre 'soci' spagnoli erano riusciti a vendere il falso documentario al Canale 'Nove' per 425.000 euro. Ad accorgersi della truffa è stato un Carabiniere che ha riconosciuto alcuni edifici durante la messa in onda
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

di Marialaura Iazzetti

MILANO – Hanno scritturato degli attori. Hanno girato un reportage falso sui movimenti della ‘ndrangheta in Lombardia. E l’hanno venduto alla società ‘Discovery Italia’ per 425.000 euro. A due anni di distanza, concluse le indagini preliminari, la Procura di Milano ha notificato un avviso di garanzia ai quattro responsabili (uno residente in Italia, a Marcianise, gli altri tre in Spagna). Il reato ipotizzato è truffa in concorso. Il provvedimento è stato emesso dalla procuratrice, Alessandra Cerreti.

Il reportage era stato trasmesso a novembre 2019 sul canale ‘Nove’. ‘Discovery Italia’ pensava che i soggetti filmati fossero reali e che i reporter si fossero infiltrati sotto copertura per venire a conoscenza di quelle informazioni. Ad accorgersi che i fatti raccontati non corrispondevano alla realtà, è stato un carabiniere che, guardando in televisione il servizio, ha riconosciuto un palazzo, indicato falsamente dagli autori come luogo dove abitualmente la ‘ndrangheta raffinava la cocaina importata a Milano prima di metterla in vendita sul mercato nero.

Ma, come spiegano i carabinieri del comando provinciale di Milano alla ‘Dire’, in realtà quello era uno stabile “normalissimo”, conosciuto anche dallo stesso militare. Insospettito dalla vicenda, il carabiniere ha scritto una relazione, che è stata poi mandata alla Procura del capoluogo lombardo. È bastato andare a vedere chi avesse fatto il reportage, verificare i fatti per poi rendersi conto della falsità delle informazioni riportate. Per adesso, i carabinieri del Comando provinciale di Milano riferiscono che il provvedimento dell’autorità giudiziaria è stato notificato al 53enne italiano (già pregiudicato per reati di corruzione, favoreggiamento, accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto d’ufficio). Agli altri tre imputati spagnoli (una giornalista 43enne e due responsabili di una società di produzione di documentari) l’avviso di garanzia sarà consegnato dalle forze dell’ordine spagnole.

LEGGI ANCHE: Rock City, a Milano la mostra per rivivere la grande stagione rock

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»