Draghi: “Stretta su export vaccini e operatori no-vax, riaperture? Decidono i dati”

Il premier in conferenza stampa: "Riapertura scuole in zona rossa dopo Pasqua, per i vaccini seguire criterio età"
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Di Alfonso Raimo, Luca Monticelli e Antonio Bravetti

ROMA – La stretta dell’Unione Europea sull’export dei vaccini, la campagna vaccinale, il rapporto con le regioni, la riapertura delle scuole e delle attività economiche: è una conferenza stampa a tutto campo quella che il premier Mario Draghi tiene per chiarire le decisioni del Consiglio Europeo e la linea del governo in questa fase della pandemia.

Si parte dal nuovo atteggiamento dell’Ue sull’export dei vaccini: “maglie più larghe”, spiega il premier, per permettere lo stop all’export delle dosi prodotte in Europa non solo in caso di “non rispetto del contratto da parte di una società”, ma anche in base al comportamento del paese che quelle dosi dovrebbe ricevere. Ma, assicura Draghi, questa norma non vuole colpire la Gran Bretagna quanto “le società che non rispettano i patti: si ha la sensazione che alcune società si siano vendute le cose due o tre volte”.

Sulla campagna vaccinale il premier torna a richiamare le Regioni a rimettere al centro il criterio dell’età, frena sull’acquisto autonomo da parte delle Regioni del vaccino Sputnik che “non sarà autorizzato da Ema prima di tre o quattro mesi” ed annuncia un intervento del governo per l’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari. Per quanto riguarda le aperture, spiega ancora Draghi, “decideranno i dati”, mentre per le scuole chiarisce: “Ci sono state scelte dei governatori sulla chiusure delle scuole che dovranno essere riconsiderate. La scuola fino alla prima media è fonte di contagio in maniera molto limitata. L’obiettivo è riaprirle dopo Pasqua“.

“VACCINO, BLOCCO TOTALE A SOCIETÀ CHE NON RISPETTANO PATTI”

“La regola introdotta della Commissione allarga la rete in cui possono cadere le società che esportano vaccini e nello stesso tempo introduce un criterio di attenzione ai provvedimenti che possono interrompere la produzione dei vaccini”. Così il premier Mario Draghi spiega in conferenza stampa le decisioni del consiglio Europeo in relazione all’esportazione di vaccini.

“Prima- chiarisce il premier- l’unico requisito per lo stop all’export di un certo vaccino era il non rispetto del contratto da parte di una società. Ieri la commissione ha allargato il criterio introducendo le parole proporzionalità e reciprocità. Conta anche cosa fa il Paese verso cui un vaccino è diretto, ovvero se consente o meno le esportazioni. La proporzionalità e un criterio più sottile, riguarda la spedizione di vaccini verso un Paese che ha una percentuale già alta di vaccinati”.

Blocco totale per i vaccini nel Regno Unito? “Io credo vada considerato per le società che non rispettano i patti. Non faccio nomi- dice Draghi- ma si ha la sensazione che alcune società si siano vendute le cose due o tre volte”.

“Pensare- aggiunge ancora Draghi- a un cambio di modello di distribuzione no, noi e la Germania abbiamo deciso di no. Ora possiamo ovviare a questa fase dividendoci le dosi di Pfizer in più, la discussione è su questo“.

“VACCINO? MI SONO PRENOTATO, FARO’ ASTRAZENECA”

Io mi vaccinerò con AstraZeneca, spero la prossima settimana: ho fatto la prenotazione- annuncia Draghi- e sto aspettando che mi rispondano. Io posso rassicurare tutti gli italiani che avranno tutte le dosi. L’obiettivo del mezzo milione di dosi ad aprile comincia a vedersi con un po’ più di probabilità”.

“PER VACCINI SEGUIRE CRITERIO ETA’, RIAPERTURE? DECIDONO I DATI”

Bisogna andare avanti e “seguire il criterio dell’età” nelle somministrazioni delle dosi di vaccino. “La risposta delle Regioni è ampiamente positiva, ci sarà un incontro con le Regioni la prossima settimana e parteciperò anch’io. Dobbiamo lavorare tutti insieme“, ribadisce il premier Mario Draghi in conferenza stampa. Il premier annuncia anche che la cabina di regia anticovid del governo “non ha discusso la proroga dello stato di emergenza”.

“E’ desiderabile riaprire. Dopo di che la decisione se riaprire, cosa riaprire e quando, dipende esclusivamente dai dati a disposizione“, sottolinea Draghi che si dice d’accordo con il ministro Massimo Garavaglia che prevede un’estate senza troppi problemi: “Io sono d’accordo con lui, se potessi andare in vacanza ci andrei volentieri”.

“Bisogna certamente tornare ad avere quell’imprenditorialità che ha caratterizzato gli imprenditori italiani, più che gusto del rischio direi una reazione alla depressione e alla perdita d’interesse nell’attività, nel lavoro e nel futuro che quest’anno ha portato in tutti. Bisogna tornare ad avere il gusto più che del rischio del futuro”, aggiunge Draghi.

“NO OPERATORI NON VACCINATI A CONTATTO CON MALATI, GOVERNO INTERVIENE”

“Il governo intende intervenire: non va assolutamente bene che operatori non vaccinati siano a contatto con malati. La ministra Cartabia sta preparando un provvedimento al riguardo, ma è tutto da vedere come si esplicherà in termini di sanzioni”. Cosi’ il premier Mario Draghi a proposito del fatto che alcuni operatori sanitari rifiutino di vaccinarsi.

Sul tema parla anche il ministro della Salute, Roberto Speranza: un intervento sugli operatori non vaccinati è “al nostro vaglio, ma riconosciamo che l’adesione del personale sanitario è stata molto ampia, è la stragrande maggioranza e ha dato il buon esempio”.

“SCUOLA, CONTAGI MOLTO LIMITATI: RIAPRIAMO FINO A PRIMA MEDIA”

Dopo Pasqua l’intenzione del governo è di “riaprire” le scuole “fino alla prima media: il ministro Bianchi- sottolinea Draghi- sta lavorando perché questa riapertura avvenga in modo ordinato e in alcuni casi sarà possibile effettuare dei test, ma un’azione estensiva mi pare un’esagerazione. Ci sono state scelte dei governatori sulla chiusure delle scuole che dovranno essere riconsiderate, sulla base della scelta del governo che ritiene la scuola in presenza un obiettivo primario”.

“Aprire ulteriormente aumenta le forme di contagio- precisa- nel frattempo una serie di evidenze scientifiche dimostrano che la scuola fino alla prima media è fonte di contagio in maniera molto limitata, in presenza di tutte le altre restrizioni: il trasporto e le attività parascolastiche sono fonte di contagio”.

“CONTRATTI PER SPUTNIK? IN GIOCO LA SALUTE, ATTENZIONE”

Su Sputinik “non è stata ancora presentata formale domanda all’Ema ma l’Ema sta facendo una review e non si prevede che si pronunci prima di tre, quattro mesi“, dice il premier Mario Draghi rispondendo ai giornalisti in relazione al vaccino russo, rispetto al quale anche la Regione Campania ha attivato la procedura per l’acquisto. “Non si prevede che il vaccino sia disponibile prima della seconda parte dell’anno”, aggiunge il premier.

“Mi riservo di esaminare la parte giuridica di questi ultimi contratti” per l’acquisto di Sputnik, “ma ricordo che qui c’è in gioco la salute, la vita e la morte degli individui. Dobbiamo sempre cercare il coordinamento europeo, cercare di rafforzarlo. Poi se non si vede una soluzione, è chiaro che dovremo cercare altre strade. Starei attento a fare questi contratti“, aggiunge il premier Mario Draghi a proposito degli Stati che prenotano l’acquisto di Sputnik, cosa che anche la Regione Campania ha fatto.

“PER BIDEN UE ALLEATO FONDAMENTALE, APERTURA SU WEB TAX”

“Biden ha veramente portato aria nuova e fresca nel rapporto tra Stati Uniti e Ue: ha riaffermato che il pilastro della politica estera americana è l’Unione europea, oggi c’è solo un alleato fondamentale ed è l’Unione europea, questo è stato il nocciolo dell’intervento di Biden”. Così Mario Draghi, in conferenza stampa.

“L’amministrazione Usa precedente in tema di tassazione delle multinazionali digitali era di totale chiusura, ora invece la nuova amministrazione ha aperto ad accordi internazionali per la tassazione delle società digitali“, spiega inoltre il premier.

Per gli Stati Uniti di Joe Biden, sottolinea Draghi, “la Russia è un concorrente non particolarmente minaccioso, è un Paese con cui occorre trattare e misurarsi, ma devono smettere di interferire con le politiche interne e i processi elettorali di vari Paesi. Con la Russia bisogna essere franchi ed espliciti sulle violazioni dei diritti umani“.

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