Piacenza, arrivano le scuse dopo i cartelli shock sull’aborto

Un biglietto anonimo per fare un passo indietro
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ROMA – “Quelle immagini e i relativi messaggi erano ironici e non erano riferiti a nessuna persona in particolare. Per quanto fuori luogo, lo scopo non era certo quello di offendere o criticare qualcuno. Mi dispiace tantissimo per la situazione che si è creata, soprattutto per le persone che si sono sentite ferite. Chiedo scusa a tutti”. Questo il contenuto del biglietto anonimo che sta girando nella scuola superiore piacentina a seguito dello scioccante attacco contro una studentessa rientrata in classe dopo un’interruzione volontaria di gravidanza.

La ragazza aveva trovato affissi sulla porta della propria classe, e lungo il corridoio che portava al bagno, una serie di foglietti con l’immagine di un feto. Le frasi associate all’immagine leggevano “questo eri tu”, “ho bisogno di afFETtO” o ancora “io feto, tu aborto”. L’accaduto è stato condiviso sui social da una compagna di classe della ragazza, che ha commentato in questo modo: “mi viene da vomitare e vorrei prendere a ceffoni tutti quegli sfigati che hanno fatto questa cosa, fanno veramente venire il vomito”.

In un’intervista al ‘Corriere’, la ragazza vittima dell’accaduto ha detto di non essere arrabbiata con chi ha appeso quei disegni. “Semmai con lui vorrei potermici confrontare. Se una conclusione può trarsi, è che la gente deve imparare a riflettere prima di emettere giudizi”. Interrogata sul contenuto del biglietto di scuse la ragazza ha aggiunto che il colpevole è “una persona ingenua che probabilmente ha capito quello che ha fatto”. La speranza è proprio che da questo accaduto tutti abbiano tratto le giuste conclusioni. Come ricorda la giovane studentessa di Piacenza “quel che mi è successo un mese fa è stato terribile. Ma può capitare a tutti. Per fortuna io mi sono sentita libera di decidere in modo sereno, parlandone con mia madre, la mia migliore amica, alla quale ho semplicemente detto che non mi sentivo pronta”.

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