Stop riunioni di condominio col Covid? Scattano super-poteri per l’amministratore

Il presidente di Assoproprietari Bologna spiega come applicare le misure previste nei decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri sul Covid-19
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BOLOGNA – Le assemblee di condominio sono sospese per l’emergenza coronavirus. E allora chi decide? Risposta: tutti i poteri sono in mano all’amministratore, che potrà decidere in autonomia sia eventuali interventi straordinari (se si rompe un tubo o se è necessario sanificare gli ambienti comuni) sia ulteriori misure restrittive ad esempio nell’utilizzo dell’ascensore o sulla presenza in atri, pianerottoli o cortili. A metterlo in chiaro è Tonino Veronesi, presidente di Assoproprietari Bologna, spiegando come applicare le misure previste nei decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri.

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“In tutto il Paese- sottolinea Veronesi- le assemblee condominiali convocate o in corso di convocazione devono essere rinviate di diverse settimane fino a quando la situazione di emergenza non sarà terminata, mettendo nelle mani dell’amministratore di condominio tutti i poteri per gli interventi immediati e urgenti, con l’obiettivo di tutelare l’incolumità dei condomini”.

La stessa norma vale anche per tutti quegli interventi per i quali servirebbe un’assemblea straordinaria, afferma il presidente di Assoproprietari, come ad esempio “pulizia e disinfestazione delle parti comuni del condominio alla luce dell’emergenza coronavirus”, oppure nel caso di “una rottura di un tubo con abbondanti perdite di liquidi”.

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In tutte queste situazioni, spiega Veronesi, “l’intervento immediato verrà deciso in modo autonomo dall’amministratore, che poi farà ratificare l’intervento dall’assemblea”. Del resto “la salute pubblica e individuale ha la preminenza su ogni regolamento, pertanto si presuppone che l’adozione di provvedimenti urgenti possa essere effettuata dall’amministratore senza il coinvolgimento dell’assemblea di condominio”.

Allo stesso modo, segnala il presidente di Assoproprietari, nei palazzi è “opportuno a fine preventivo evitare contatti ravvicinati tra i condomini stessi, ad esempio in ascensore (mai più di una persona per volta) ed evitare riunioni in atri e corridoi. Usi restrittivi di questo tipo richiederebbero delibere della assemblea straordinaria, che però non si può riunire per legge, sarà quindi sempre l’amministratore a deciderne l’opportunità comunicandolo immediatamente ai condomini, in attesa del ritorno alla normalità”, conclude Veronesi.

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26 Marzo 2020
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