Coronavirus, Catizione: “#Mascherina 1522 per segnalare in farmacia violenza contro le donne”

#Mascherina 1522 diventa un nome in codice per permettere alle donne che si trovano in situazioni di violenza di chiedere aiuto
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ROMA – #Mascherina 1522 diventa un nome in codice, sulla base di quanto gia’ sperimentato in Spagna, per permettere alle donne che si trovano in situazioni di violenza di chiedere aiuto, semplicemente entrando nelle farmacie, i pochi luoghi ancora aperti, “dove potra’ essere attivata la rete ufficiale del numero 1522. Stiamo chiedendo collaborazione al presidente dell’Ordine dei farmacisti”. E’ questa l’iniziativa messa in campo da ‘Staffetta Democratica‘, promossa dall’avvocata Andrea Catizone e dalla docente Fabrizia Giuliani, che rievoca la staffetta delle partigiane, “un gruppo trasversale in cui sono presenti Laura Boldrini, Beatrice Lorenzin, Pina Picerno, Livia Turco e molte altre”.

A parlarne con l’agenzia Dire, ricordando che in questo momento “non bisogna lasciare sole le donne che con le restrizioni, motivate dalla pandemia e dal contenimento del contagio, si ritrovano a casa con i maltrattanti” e’ l’avvocata Andrea Catizone, la quale ha ricordato che “la diminuzione delle denunce non corrisponde affatto alla riduzione del fenomeno, ma al sommerso che c’e’, perche’ le donne in questo momento si stanno mettendo in modalita’ di sopportazione”.

COME NASCE STAFFETTA DEMOCRATICA

‘Staffetta Democratica’ e’ nata per “chiedere- ha spiegato Catizone– che lo Stato fosse presente e vicino alle donne vittime di violenza, soprattutto in questo momento storico, e abbiamo inviato per questo una lettera “al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ai ministri del Lavoro, Nunzia Catalfo; della Giustizia, Alfonso Bonafede; dell’Economia Roberto Gualtieri; al sottosegretario all’Editoria, Bruno Martella, una missiva firmata anche dai tre sindacati, per sollecitare la presenza dello Stato e pubblicizzare il numero 1522”.

Quanto al rapporto con il lavoro sul campo dei centri antiviolenzaCatizone ha puntualizzato: “Non e’ una campagna contro i Centri antiviolenza, ma non vogliamo ridurre la battaglia alla violenza come una contrapposizione tra lo Stato e i Cav ma, proprio richiamandoci alla Convenzione di Istanbul, vogliamo collaborazione con lo Stato che deve essere il primo attore“.

TURCO: “IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI NELLA BATTAGLIA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE E’ FONDAMENTALE”

E proprio sul ruolo centrale delle istituzioni, Livia Turco, sentita dalla Dire, presidente della Fondazione Nilde Iotti, anche lei coinvolta nel progetto politico ‘Staffetta Democratica’, ha sottolineato quanto “le istituzioni pubbliche siano fondamentali. Guai se lo Stato e le Istituzioni non fossero attivi sulla violenza contro le donne“. Ha ricordato “l’articolo 3 della nostra Costituzione, sul superamento delle discriminazioni, voluto proprio dalle nostre costituenti in cui e’ la Repubblica ad avere un ruolo attivo”.

Il rapporto con la societa’, con le “competenze, le esperienze e le pratiche sociali deve essere di alleanza” ha spiegato Turco: “Il rapporto con le Istituzioni non puo’ limitarsi a chiedere fondi. A loro spetta il compito di definire le politiche innovative, di costruire tavoli attorno ai quali controllare le politiche sociali e la loro efficacia. Staffetta democratica- ha ribadito- e’ nata per creare questo gioco di squadra e le istituzioni, dalla ministra Bonetti a tutti gli altri, hanno risposto. Speriamo- ha concluso- che questa squadra si allarghi sempre di piu'”. 

 

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26 Marzo 2020
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