sabato 14 Marzo 2026

Un anonimo ha donato 3 milioni in lingotti d’oro alla città di Osaka, in Giappone: “Riparate quel benedetto acquedotto!”

I lingotti valgono 566 milioni di yen, circa 3,6 milioni di dollari. Ma copriranno solo pochi chilometri di condutture malandate

ROMA – Le autorità di Osaka avevano archiviato la pratica senza particolare entusiasmo. Un donatore anonimo aveva promesso 3.000 dollari per la manutenzione delle condutture idriche cittadine: un gesto cortese, ma nulla che potesse cambiare il destino di una rete vecchia e logorata. Qualche settimana dopo, però, lo stesso benefattore si è rifatto vivo. E stavolta non con un bonifico simbolico, ma con ventuno lingotti d’oro, per un valore superiore ai 3 milioni di dollari e un peso paragonabile a quello del bagaglio stivato di un passeggero aereo.

La donazione, effettuata a novembre e resa pubblica solo la scorsa settimana, ha acceso la curiosità sull’identità del donatore e sulle sue motivazioni. Ma soprattutto ha riportato sotto i riflettori uno dei problemi strutturali più delicati della seconda prefettura più popolosa del Giappone: un sistema idrico tra i più vecchi del Paese.

In una nota ufficiale, il Comune ha spiegato che i lingotti valgono 566 milioni di yen, circa 3,6 milioni di dollari, e che il denaro verrà utilizzato secondo la volontà del donatore per finanziare l’acquedotto cittadino. Le donazioni anonime confluiranno nel bilancio del nuovo anno fiscale, che partirà ad aprile, ha chiarito l’Ufficio Acquedotti.

L’entità del gesto, tuttavia, restituisce anche il senso delle proporzioni del problema. Con quell’oro si potrà riparare poco più di un miglio dei 350 chilometri di tubature che necessitano di essere sostituite. Una goccia, preziosa ma isolata, in un sistema che invecchia da decenni.

Ogni anno Osaka riesce a rinnovare circa 48 chilometri di condotte. Un ritmo lento e costoso: secondo le stime comunali, installare oltre 1.770 chilometri di nuove tubazioni nell’arco di trent’anni richiederà circa 5,5 miliardi di dollari. Un investimento mastodontico, reso ancora più urgente dai frequenti guasti, come quello che la scorsa estate ha allagato intere strade dopo la rottura di una condotta.

La città ha promesso di rispettare rigorosamente l’anonimato del donatore. Ha diffuso una fotografia dei lingotti, ma senza i numeri di serie normalmente impressi sull’oro da un chilogrammo, proprio per evitare di risalire all’origine. Anche il sindaco rinuncerà alla consueta cerimonia pubblica di ringraziamento.

Un portavoce dell’Ufficio Acquedotti ha spiegato che non esistono regole che vietino le donazioni anonime per opere pubbliche, ma che l’assemblea cittadina dovrà comunque approvare formalmente l’utilizzo dei fondi entro aprile. L’amministrazione si è rifiutata di chiarire se conosca l’identità del benefattore.

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