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Gianni Morandi: “Putin? Un pazzo”. E canta ‘C’era un ragazzo…’ a Bologna

Il cantante ha partecipato insieme a migliaia di persone alla manifestazione a Bologna contro la guerra. E dal palco di piazza Maggiore ha cantato la sua celebre canzone sulla guerra in Vietnam

gianni morandi bologna

BOLOGNA – “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones…”. Gianni Morandi, a Bologna, sale sul palco con la chitarra e partecipa cosi alla fiaccolata contro la guerra in Ucraina che si è svolta venerdì in piazza Maggiore. Morandi è stato di fatto annunciato, negli interventi precedenti, dal cardinale Matteo Zuppi che ha citato la guerra in Vietnam dicendo poi: “Sono contento che dopo ci sarà uno che era un ragazzo allora ed è ancora un ragazzo e che ci canterà ancora una volta che ‘c’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones…’. E noi dobbiamo pensare a quei tanti ragazzi costretti ad ucciderne altri”, aggiunge l’arcivescovo.

MORANDI: “PUTIN È UN PAZZO”

“Per me quello là è un pazzo, non so come mai ha fatto una cosa del genere”. Così Gianni Morandi si riferisce (senza nominarlo) al presidente russo Vladimir Putin partecipando, nella serata di venerdì, alla manifestazione contro la guerra in Ucraina che si è svolta a Bologna con la partecipazione di migliaia di persone.

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“Non avrei mai immaginato che sarebbe arrivata una notizia come quella arrivata ieri mattina: la guerra”, afferma Morandi prima di imbracciare la chitarra e cantare con tutta la piazza ‘C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones’. Una presenza “contro la guerra”, sottolinea Morandi, “pensando a tutte le persone che stanno soffrendo in questo momento e ai tanti cittadini ucraini che abitano non solo a Bologna ma in tutta Italia. Io sono il più possibile vicino a loro, penso a loro e alle loro famiglie, alle loro ansie e paure”.

10MILA PERSONE PER DIRE NO ALLA GUERRA

La fascia tricolore sul petto e la bandiera gialla e blu dell’Ucraina nelle mani. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, sale così sul palco della manifestazione contro la guerra che ha affollato piazza Maggiore. Il primo cittadino tiene la bandiera insieme alla direttrice musicale del Teatro comunale, l’ucraina Oksana Lyniv. Prima della fiaccolata, Lepore ha incontrato a Palazzo D’Accursio una delegazione dell’associazione Italia-Ucraina di Bologna, “che rappresenta oltre 3.500 nostri concittadini di origine ucraina che vivono nella Città metropolitana. A loro va l’abbraccio di piazza Maggiore”, dichiara Lepore dal palco.

L’Europa deve intervenire, non possiamo stare a guardare“, continua il sindaco. “Ci dobbiamo esporre” e per questo “da domani stenderemo questa bandiera fuori dal Palazzo comunale insieme a quella della pace”, afferma Lepore, aggiungendo che il vessillo ucraino sarà presente anche nella sala del concerto che sarà diretto da Lyniv con un annunciato omaggio all’Ucraina: “Sulle poltrone del Manzoni ci sarà questa bandiera e ringrazio gli orchestrali che oggi in apertura delle prove hanno espresso la loro solidarietà”. Dopo il sindaco, prende la parola Lyniv: “Chiediamo al Parlamento e a tutte le persone che possono farlo di aiutarci a difendere la nostra libertà”. La Russia “uccide anche i civili, la Russia uccide tutti”, aggiunge la direttrice d’orchestra: “Vi chiediamo di aiutarci con il pensiero ma chiediamo anche alle autorità un aiuto per difendere i nostri confini”.

MANIFESTANTI BRUCIANO FOTO DI PUTIN

In piazza, contro l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, anche l’ex premier Romano Prodi, l’arcivescovo Matteo Zuppi e la vicepresidente della Regione Elly Schlein. Simbolo dell’offensiva russa verso l’Ucraina, e quindi simbolicamente “bruciato”. Mentre l’evento volgeva al termine, alcuni manifestanti hanno dato fuoco alle immagini raffiguranti il presidente russo Vladimir Putin, a ribadire la contrarietà all’invasione in Ucraina. Il gesto è venuto da un gruppo di origine ucraina che ha anche intonato una canzone in lingua e ringraziato Bologna e l’Italia per la solidarietà.

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2022-02-26T09:36:34+02:00

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