Genova ricorda le vittime del Covid, silenzio e preghiere a Staglieno

genova statua chiesa
Alle 9.05 i rintocchi a lutto hanno fermato per un minuto la città, che in un anno ha perso 3.615 cittadini
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GENOVA – Silenzio e campane. La caligo che avvolge la città dona un’atmosfera ancora più solenne. Alle 9.05 i rintocchi a lutto fermano Genova per un minuto, a ricordare le vittime del covid. A un anno dall’esplosione della pandemia, in Liguria i decessi sono stati fin qui 3.615. La cerimonia ufficiale questa mattina a porte chiuse nel Pantheon di Staglieno. Ci sono il governatore Giovanni Toti, il sindaco Marco Bucci, il prefetto Carmen Perrotta, ma anche l’arcivescovo Marco Tasca, il pastore William Jourdan per la chiesa Valdese, padre Tony Dickinson per la chiesa d’Inghilterra, il pastore Lino Gabbiano per la chiesa Battista, Alfredo Maiolese per la comunità islamica, Elisabetta Lodoli per la comunità buddista. Un momento sobrio, con due brevi interventi di Bucci e Toti, una preghiera di Tasca e una sonata per violino di Bach a unire tutte e quattro le province liguri. Poi, un momento di raccoglimento al campo covid, mille fosse per circa 2.500 metri quadrati proprio ai piedi del Pantheon.

“È giusto ricordare le vittime- afferma il governatore Giovanni Toti– abbiamo perso tanto in questo anno, se n’è andata una generazione, spesso senza un ultimo abbraccio dei loro cari, senza aver avuto un funerale. Siamo qui per dire che non solo sconfiggeremo questa pandemia, ma anche che questa pandemia non ci porterà via l’umanità, il ricordo dei defunti, i nostri riti, non porterà via un pezzo importante della nostra civiltà. Questa era una giornata importante, da fare, soprattutto oggi che grazie ai vaccini cominciamo a vedere la luce, ma non bisogna dimenticare quello che abbiamo passato”.

Per il sindaco Marco Bucci “ricordare è sempre una cosa importante. Quelli che sono passati a miglior vita sono un segnale per noi perché ci dicono cosa dobbiamo fare per migliorare il futuro. Questa giornata ci dice che dobbiamo prendere impegni seri per quanto riguarda la salute e come dobbiamo difenderci da queste cose che certamente nessuno si aspettava. Dobbiamo essere sempre pronti a reagire. Il messaggio per quelli che sono vivi è questo. La nostra città deve essere in grado di gestire situazioni come questa”.

L’arcivescovo Tasca sottolinea che “questa è una giornata del ricordare, che vuol dire andare al cuore. Oggi le parole non sono sufficienti a esprimere quello che stiamo vivendo, che tantissime famiglie hanno vissuto. Ricordare con il cuore vuol dire prendersi cura uno dell’altro e sentire che solamente insieme potremo uscire da questa situazione e costruire un mondo migliore. Penso che sia un trauma veramente difficile da elaborare, ci vorrà tempo, pazienza e tantissima solidarietà. Cerchiamo di condividere questa fatica e questo dolore perché le famiglie non si sentano assolutamente sole”. Per Alfredo Maiolese, “non ci sono morti cristiani o musulmani, ma essere umani che perdono la vita e lasciano i propri cari: è una grande prova. In questa barca in tempesta dobbiamo remare tutti insieme, vogliamoci bene anche nelle diversità“. Domani pomeriggio alle 17.30, invece, il ringraziamento ai sanitari con un reading sulla terrazza del padiglione Maragliano dell’ospedale San Martino dell’attore Sergio Castellitto, accompagnato dal quintetto d’archi del Carlo Felice.

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