Clima, Taranto e Sulcis Iglesiente aree prioritarie dei Fondi Ue per una transizione giusta

L'Annex D del Country Report Italy 2020 le ha individuate tra i territori che affrontano serie sfide socioeconomiche
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ROMA – Sulla base della proposta della Commissione europea, l’Annex D del Country Report Italy 2020, presenta le opinioni preliminari dell’esecutivo Ue sulle aree di investimento prioritarie e le condizioni quadro per un’efficace distribuzione in Italia degli investimenti del Fondo per una transizione giusta (il Just transition fund) 2021-2027.

Le aree prioritarie di investimento indicate “derivano dall’analisi più ampia dei territori che affrontano serie sfide socioeconomiche derivanti dal processo di transizione verso un’economia dell’Unione neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050″.

L’allegato, l’Annex D, “fornisce le basi per un dialogo tra l’Italia e i servizi della Commissione, nonché gli orientamenti pertinenti per gli Stati membri nella preparazione dei loro piani di transizione territoriale equa, che costituiranno la base per la programmazione del Fondo di transizione equa“.

LA FUNCTIONAL URBAN AREA DI TARANTO

Nella Functional Urban Area (FUA, un aggregato di comuni contigui, composti da una città e dalla sua area del pendolarismo, ndr) di Taranto, che ospita “una delle più grandi acciaierie d’Europa e una delle tre più grandi centrali elettriche a carbone in Italia”, il “rilevante” inquinamento industriale deriva dai gas serra “ma anche da altre sostanze inquinanti e particolato”.

L’area è “dal punto di vista economico fortemente dipendente dall’acciaieria, che impiega circa 10.000 dipendenti, con ulteriori circa 10.000 previsti in società accessorie”.

Ciò detto, “questi lavori sono a rischio. La forte dipendenza dell’area dai combustibili fossili rappresenta una grande sfida per la decarbonizzazione e richiede grandi sforzi nel sostenere una strategia di transizione integrata per accompagnare il passaggio a lungo termine di Taranto verso alternative economiche e l’ulteriore sviluppo del cluster di acciaio”.

Sulla base di questa valutazione preliminare, “sembra giustificato che il Just Transition Fund concentri il proprio intervento su tale area”. 

IL SULCIS IGLESIENTE

Nel Sulcis Iglesiente (provincia di Carbonia-Iglesias), si legge ancora nell’Annex D del del Country Report Italy 2020, “l’ultima miniera di carbone in Italia, quella del Monte Sinni, dovrebbe cessare gradualmente la produzione di carbone entro il 2025″.

La miniera “impiega 350 dipendenti e la sua produzione è in costante calo”. La zona “è già caratterizzata da un’alta percentuale di anziani, pochi giovani laureati, un alto tasso di disoccupazione giovanile (35,7%), un basso reddito pro capite e una qualità della vita complessivamente bassa”.

Tutto ciò, sottolinea il documento della Commissione Ue, “pone sfide relative alla transizione e innesca le correlate esigenze di investimento”. Sulla base di questa valutazione preliminare, “sembra giustificato che anche il Fondo di transizione giusta intervenga in questo settore”, conclude il documento.

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26 Febbraio 2020
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