#FridayForFuture: i giovani in sciopero contro i cambiamenti climatici

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ROMA – ‘Farò i miei compiti quando voi farete i vostri’, scrivono gli studenti che ogni venerdì scendono in piazza per invitare i politici a dare risposte concrete contro il riscaldamento globale. Oggi la protesta nata dall’iniziativa della sedicenne svedese Greta Thunberg ha contagiato i giovani di tutto il mondo, che venerdì 15 marzo lasceranno vuoti i banchi di scuola per protestare contro il riscaldamento globale.    

Diffusa sui social grazie agli hashtag #FridaysForFuture e #ClimateStrike, la mobilitazione ha raccolto già 270mila giovani in 200 città, e dopo una prima timida accoglienza, è pronta a sbarcare anche in Italia. “Noi chiediamo che la politica si prenda un impegno di fronte a questo tema perchè diventi la priorità nell’agenda politica- ha detto all’agenzia di stampa Dire Luca Fraschetti, coordinatore della sezione romana di Fridays for Future – i giovani sono l’ultima generazione che può fare qualcosa”. 

I primi a scendere in piazza sono stati gli australiani, che già da novembre hanno lasciato le aule scolastiche e sono scesi in piazza. Poi la protesta si è allargata all’Europa: Belgio, Svizzera e Germania hanno abbracciato il movimento, che nelle ultime settimane si è diffuso a macchia d’olio nel resto del mondo. “La gente ci dice sempre che i giovani cambieranno il mondo, ma non sarà così, perché quando saremo grandi il tempo sarà già scaduto- ha detto Greta Thunberg in un intervento al Parlamento Europeo davanti a Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione- abbiamo bisogno di un altro modo di pensare, dobbiamo smettere di competere e lavorare insieme per distribuire in modo equo le risorse del pianeta”. 

In Italia il movimento sta crescendo rapidamente, e in vista della marcia mondiale del 15 marzo stanno nascendo nuove pagine social per coordinare la manifestazione in ogni città. “I social sono uno strumento importantissimo per organizzarci- ha commentato Luca Fraschetti, che aggiunge- ora bisogna scendere in piazza e portare il tema anche tra i giovani e nelle università”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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