Tg Ambiente, edizione del 26 febbraio 2019

https://www.youtube.com/watch?v=hbR4F0hCdJE&feature=youtu.be COSTA: A DICEMBRE NAPOLI CAPITALE CLIMA MEDITERRANEO A Napoli la COP sul Mediterraneo. "Ai primissimi di dicembre di quest'anno Napoli ospiterà
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https://www.youtube.com/watch?v=hbR4F0hCdJE&feature=youtu.be

COSTA: A DICEMBRE NAPOLI CAPITALE CLIMA MEDITERRANEO

A Napoli la COP sul Mediterraneo. “Ai primissimi di dicembre di quest’anno Napoli ospiterà la COP – la Conferenza delle parti della Convezione Onu sul climate change – sul Mar Mediterraneo. Avremo tutti i Paesi che affacciano sul mare dell’Unione Europea e anche i Paesi del nord Africa”. La conferma arriva da Sergio Costa, ministro dell’Ambiente. “Sarà un momento di confronto e di dialogo- sottolinea Costa- dove vogliamo tracciare una linea sulla tutela della biodiversità ambientale, sulle aree marine protette”, puntando anche anche “a far crescere la blue economy”, quella legata al mare. “Napoli e l’Italia si pongono come leader a livello di tutela del Mediterraneo”, aggiunge il ministro, ricordando che i mutamenti climatici “non sono futuribili, li stiamo già purtroppo vivendo e ce ne accorgiamo tutti”. Il mar Mediterraneo è purtroppo in prima linea nell’affrontare il riscaldamento globale. “Se stiamo viaggiando intorno ai 3 gradi di aumento della temperatura media globale, e non dovremmo superare un grado e mezzo, nel mar Mediterraneo viaggiamo intorno ai 4 gradi”, è l’allarme di Costa, “questo è il momento di agire. Ecco perché la conferenza sul mar Mediterraneo la terremo a Napoli”.

PASTORI: IN SARDEGNA E’ RIVOLTA, NESSUNO SI FERMA

Nella crisi dei pastori sardi, in ginocchio per i prezzi irrisori del latte ovino, “servono provvedimenti economici subito. In terra sarda c’è rivolta, non risponde più nessuno e noi per primi non chiamiamo nessuno indietro”. L’avvertimento arriva da Felice Floris, presidente dell’Associazione pastori sardi Aspi, ascoltato alla Camera. Intanto domenica scorsa un camion cisterna che trasportava latte ovino appena munto è stato bloccato nei pressi di Orune, nel Nuorese, da due uomini con i volti coperti e armati di fucile, che hanno costretto l’autista a sversare il latte sull’asfalto, poi sono fuggiti. I pastori “non sono mai riusciti ad avere un ruolo importante nella formazione del prezzo del latte e nella gestione delle eccedenze, non c’è una politica attenta”, aggiunge Floris. “Una volta per tutte la pastorizia in Sardegna deve avere il suo ruolo”, rivendica, perché “quando diciamo che la Sardegna non ha altro futuro che la pastorizia lo diciamo con convinzione”. La pastorizia è “una grande industria verde nel cuore dell’Europa’, prosegue Floris, “un’Europa obesa, ma anche questa società arcaica ha diritto di esistere, e anche i cittadini europei e del mondo lo vogliono, lo vediamo dalla solidarietà che riceviamo”. 

NUCLEARE. SOGIN: TEMPI DEPOSITO, SIAMO AL LIMITE

Per il deposito di superficie dei rifiuti nucleari italiani – sia quelli delle centrali da demolire che quelli prodotti ogni santo giorno da ospedali e industrie – “se eravamo al limite a dicembre, oggi siamo ancora più al limite”, visto che la sua operatività è attesa per il 2025, “una data importante che ricorre in vari contratti per il trattamento del combustibile all’estero”. Luca Desiata, amministratore delegato Sogin, lo ribadisce presentando i risultati 2018. “Invito la politica a prendere una decisione”, dice Desiata, se arriva il nulla osta alla pubblicazione della Cnapi, la carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito, “noi partiamo subito”, garantisce l’ad Sogin. A stretto giro la risposta della politica: “In un anno dovremmo depositare almeno la carta che riguarda il rischio sismico, e quindi l’individuazione astratta dei possibili siti”, dice Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, “è l’opzione sulla quale stiamo lavorando” e “per il 2025 dobbiamo farcela perché abbiamo degli obblighi normativi”. Intanto per Sogin il 2018 è stato “il miglior anno di sempre” per l’andamento del decomissioning, lo smantellamento delle centrali nucleari, con “una forte accelerazione alle attività”, dice Desiata.

ANBI: PIANA SELE SUCCESSO BONIFICA E RILANCIO AREA

Un Consorzio di Bonifica con un prodotto agricolo di punta: il Consorzio di Bonifica Destra Sele ha tra le sue storie di successo la rucola, che punta al vertice delle produzioni agroalimentari italiane a tutela. Dietro tutti i grandi prodotti italiani c’è infatti la gestione oculata dell’acqua, quindi i Consorzi di Bonifica, ma spesso non ci si riflette su abbastanza. La rucola è tra i prodotti più coltivati e commercializzati della Piana del Sele. Questo prodotto, e il Consorzio di bonifica grazie al quale arriva nei nostri piatti, sono i protagonisti di ‘Alimentazione e Colture nella Piana del Sele’, tre volumi curati da Belinda Villanova e Vito Busillo, presidente del consorzio, con la prefazione del presidente della commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella, e del Direttore Generale Anbi, Massimo Gargano, presentati alla Camera. Come spiega Francesco Vincenzi, presidente Anbi, La piana del Sele è “un territorio che ha saputo svilupparsi e difendere le proprie capacità”, e se il territorio “ha saputo trasformarsi, anche i consorzi hanno saputo mutare per dare forza a un territorio con diverse problematiche”,  puntando allo sviluppo sostenibile. Quella della piana del Sele supportata dai Consorzi di Bonifica è “un’agricoltura che punta al futuro e mostra tutte le possibilità di un sud e di un’agricoltura che sa fare e sa far bene”, aggiunge il direttore generale Anbi Massimo Gargano. Si può far bene a patto di “liberare un sistema e metterlo in grado di far bene, tutelando una risorsa idrica in territori che non siano attanagliati dalla sete o colpiti dalle alluvioni”, aggiunge.

A PARMA FESTIVAL PER ‘NON AVERE PAURA’ DEL LUPO

Un festival per conoscere più da vicino e imparare a non avere paura dei lupi: si svolgerà, il 16 e il 17 marzo ad Albareto, in provincia di Parma, organizzato dall’associazione ‘Io non ho paura del lupo’ che, dal 2016, svolge attività didattiche e di informazione sul mondo del predatore dei boschi. Incontri con biologi e naturalisti, fotografi e scrittori, per smontare la paura del lupo cattivo e i tentativi di frange del mondo agricolo e venatorio di far riprendere la caccia a questo splendido animale, tra i simboli dell’Italia, a rischio estinzione. Nel cuore della val di Taro, si parlerà anche di come i cambiamenti che la montagna sta vivendo negli ultimi anni non siano necessariamente negativi, ma possano invece diventare l’occasione per la nascita di nuove opportunità per tutti, attirando giovani alla ricerca di una nuova rinascita a contatto con la natura, mutando il contesto montano e restituendo ad esso una nuova forma al passo coi tempi.

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