Fisco, Lombardi (M5s): “Rimborsi esentasse, ecco il vero business dei parlamentari”

La parlamentare 5 stelle aveva proposto all'Agenzia delle entrate di tassare i rimborsi spese senza pezze d'appoggio. E' arrivata la risposta (negativa)
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R. Lombardi

ROMA – “Com’è noto, ogni mese vengono corrisposti dei rimborsi spese a tutti i membri del Parlamento. Oltre allo stipendio – alto – percepito da ogni deputato e senatore, il vero business dei parlamentari è quello dei rimborsi, il più delle volte incassati a forfait, senza le ricevute delle spese. Ad esempio c’è la diaria (3.503,11 euro al mese) per pagare il soggiorno a Roma. Ma perché la ottengono anche i residenti ed eletti nella Capitale? Oppure ci sono i rimborsi ‘per l’esercizio del mandato’ (3.690 euro al mese), per buona parte elargiti forfetariamente. In più le spese telefoniche gratis, l’assegno di fine mandato, eccetera eccetera. Tutte queste entrate, ovviamente, non sono soggette a tassazione in quanto ‘rimborsi’. Peccato però che un rimborso, per definirsi tale, debba essere la ‘restituzione’ di un importo di denaro la cui spesa effettiva sia dimostrata, cosa che non accade per la maggioranza dei parlamentari degli altri partiti. Cosa fanno dunque? Percepiscono i rimborsi, non certificano le spese e ciononostante usufruiscono di una ingiusta ed illegittima detassazione di una parte del loro reddito”. Lo scrive su Facebook Roberta Lombardi, deputata M5S.

“Ecco perché- prosegue Lombardi- ho avanzato una proposta all’Agenzia delle Entrate: fermo restando che andrebbero subito tagliati gli stipendi dei parlamentari (tema principale della mia proposta di legge, già bocciata dal Pd), perché non iniziare a fare giustizia sottoponendo a tassazione le somme percepite dai parlamentari a titolo di rimborso spese, qualora non siano accompagnate da indicazioni analitiche sulle spese realmente sostenute per il soggiorno a Roma e l’esercizio di mandato? Parliamo di una cifra complessiva che si aggirerebbe intorno a qualche milione di euro, tutto denaro per la casse dello Stato che potrebbe essere re-investito in servizi per i cittadini”.

“La risposta dell’Agenzia è arrivata e, come previsto, non ha soddisfatto in alcun modo le aspettative- prosegue su Facebook Roberta Lombardi, deputata M5S-. Ci hanno detto che la normativa non considera i rimborsi spese parte del reddito imponibile e dunque che la stessa normativa prevede che tali rimborsi siano erogati a prescindere dall’effettiva sussistenza delle spese. Ergo: l’Agenzia delle Entrate non può muoversi se non saranno prima i parlamentari stessi a legiferare una nuova norma che preveda di tassare i rimborsi non indicati correttamente. Secondo voi ce la faranno stavolta a diminuire i propri privilegi per il bene dei cittadini? Io ho i miei dubbi”.

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