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Romagna, non solo mare. Ravenna punta alla natura. E ai ciclisti

RAVENNA - Un brand "mare e natura" per rilanciare il turismo nei nove lidi balneari del Comune di
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RAVENNA – Un brand “mare e natura” per rilanciare il turismo nei nove lidi balneari del Comune di Ravenna. E’ la ricetta dell’assessore comunale Massimo Cameliani con la quale si punta a “fare rete tra i principali soggetti in ambito culturale, l’amministrazione e gli imprenditori del turismo, per ottimizzare la fruizione del nostro patrimonio cittadino”. Cameliani la espone nei primi due incontri previsti dal processo di partecipazione sul turismo “Ravenna ascolta” finalizzato alla pianificazione strategica del turismo ravennate, coinvolgendo realtà quali Ravenna Festival, la Curia, Mirabilandia, Ravennantica e la Soprintendenza ai beni ambientali e paesaggistici. “Abbiamo messo le basi di ciò che potrà diventare un nuovo modello strategico per il turismo culturale, creando sinergia tra l’offerta di grandi eventi cittadini e monumenti e quella relativa alla gestione della accoglienza e della ricettività”. Senza dimenticare spiagge e natura. Dagli incontri emerge infatti anche “l’importanza di rafforzare il legame tra le località balneari e il patrimonio naturalistico, da far convergere in una offerta unica e integrata”. E valorizzando “le rispettive caratteristiche di ciascuno dei nove lidi ravennati”.

Per esempio Confesercenti punta sui “lovers” della bicicletta, visto anche il successo di “Ravenna Bike Lovers”, il convegno di ieri dedicato a questo tipo di turismo. E qui Cameliani sottolinea che “Ravenna non ha ancora sviluppato in modo pieno l’identità di prodotto cicloturistico”, che va considerato “un’opportunità”. Occorre, è convinto il presidente comunale dell’associazione, Gianluca Gasperoni, “mettere sul campo idee e progetti concreti: in questo caso abbiamo fatto dialogare e riunito insieme attori e soggetti che lavorano su questa nicchia di mercato”. Perché “proprio sulle nicchie di mercato si aprono prospettive interessanti per il nostro territorio per diversificare e destagionalizzare l’offerta”.

di Cristiano Somaschini, giornalista professionista

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